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Le Olimpiadi sono finite. Ma i conti non sono chiusi.

Olimpiadi Milano Cortina 2026 conti in rosso

𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨, 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔. 𝐈 𝐆𝐢𝐨𝐜𝐡𝐢 𝐢𝐧𝐯𝐞𝐫𝐧𝐚𝐥𝐢 𝐝𝐢 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨-𝐂𝐨𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐬𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐬𝐢 𝐚 𝐟𝐞𝐛𝐛𝐫𝐚𝐢𝐨. 𝐋𝐞 𝐦𝐞𝐝𝐚𝐠𝐥𝐢𝐞 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐚𝐬𝐬𝐞𝐠𝐧𝐚𝐭𝐞, 𝐥𝐞 𝐜𝐞𝐫𝐢𝐦𝐨𝐧𝐢𝐞 𝐜𝐞𝐥𝐞𝐛𝐫𝐚𝐭𝐞, 𝐢 𝐫𝐢𝐟𝐥𝐞𝐭𝐭𝐨𝐫𝐢 𝐬𝐩𝐞𝐧𝐭𝐢. 𝐎𝐫𝐚 𝐞̀ 𝐢𝐥 𝐦𝐨𝐦𝐞𝐧𝐭𝐨 𝐝𝐞𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢. 𝐄 𝐢 𝐜𝐨𝐧𝐭𝐢 𝐧𝐨𝐧 𝐭𝐨𝐫𝐧𝐚𝐧𝐨: 𝐥𝐚 𝐅𝐨𝐧𝐝𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨-𝐂𝐨𝐫𝐭𝐢𝐧𝐚 𝐩𝐫𝐞𝐯𝐞𝐝𝐞 𝐝𝐢 𝐜𝐡𝐢𝐮𝐝𝐞𝐫𝐞 𝐢𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟔 𝐜𝐨𝐧 𝐮𝐧 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐜𝐢𝐭 𝐝𝐢 𝟑𝟏𝟎 𝐦𝐢𝐥𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐝𝐢 𝐞𝐮𝐫𝐨. 𝐂𝐡𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐡𝐞𝐫𝐚̀?

𝐂𝐨𝐬’𝐞𝐫𝐚 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐩𝐫𝐨𝐦𝐞𝐬𝐬𝐨

Quando Milano e Cortina hanno vinto la candidatura per ospitare i Giochi invernali del 2026, la parola d’ordine era una sola: costo zero. I Giochi si sarebbero pagati da soli, grazie a sponsorizzazioni, biglietteria e diritti televisivi. I soldi pubblici sarebbero serviti solo per le infrastrutture — strade, impianti, trasporti — che sarebbero rimaste alla città anche dopo. Quella promessa non è stata mantenuta.

𝐈 𝐧𝐮𝐦𝐞𝐫𝐢 𝐝𝐞𝐥 𝐝𝐞𝐟𝐢𝐜𝐢𝐭

Il 9 aprile 2026, nella riunione del consiglio di amministrazione della Fondazione Milano-Cortina, i soci hanno ricevuto una comunicazione formale: il deficit previsto a fine 2026 ammonta a circa 310 milioni di euro.

La cifra si compone di due voci: 230 milioni di maggiori costi rispetto alle previsioni e 80 milioni di minori entrate — sponsorizzazioni e biglietteria al di sotto delle aspettative.

I costi totali dell’organizzazione dei Giochi — solo la parte organizzativa, non le infrastrutture — hanno raggiunto circa 2 miliardi di euro. Le infrastrutture, gestite da un ente separato chiamato Simico, portano la spesa complessiva a una cifra che oscilla tra 5,4 e 5,9 miliardi di euro.

𝐂𝐡𝐢 𝐩𝐚𝐠𝐚

La Fondazione Milano-Cortina ha una clausola chiara nello statuto: deve chiudere in pareggio entro il 31 dicembre 2026. Se il bilancio è in rosso, a ripianare il deficit sono i soci — cioè lo Stato italiano e gli enti territoriali coinvolti.

La ripartizione già definita è questa: il 50% del deficit spetta allo Stato, il restante 50% agli enti territoriali. La Regione Lombardia è il socio territoriale più esposto.

C’è però una speranza su cui i soci stanno puntando: che il Comitato Olimpico Internazionale — il CIO — intervenga con un contributo straordinario di 100 milioni. Se arrivasse, la quota a carico di Stato ed enti scenderebbe a circa 200 milioni. Ma al momento il CIO ha chiuso la porta: sostiene di aver già contribuito in misura superiore a quanto previsto dal contratto originario, che garantiva 625 milioni in liquidità più servizi.

𝐋𝐞 𝐜𝐚𝐮𝐬𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐛𝐮𝐜𝐨

Secondo le pezze giustificative richieste dai soci della Fondazione, i 230 milioni di maggiori costi si dividono in tre voci principali: 164 milioni di costi diretti legati a ritardi nelle sedi di gara, modifiche al programma e personale aggiuntivo; 102 milioni per infrastrutture energetiche e telecomunicazioni, dovuti alla mancata applicazione di alcune garanzie; 40 milioni per altre voci ancora in fase di verifica.

Sul fronte delle entrate mancate, gli 80 milioni di minor incasso derivano principalmente da sponsorizzazioni inferiori alle previsioni e da una biglietteria che non ha raggiunto i target fissati nel dossier di candidatura.

𝐈𝐥 𝐪𝐮𝐚𝐝𝐫𝐨 𝐩𝐢𝐮̀ 𝐚𝐦𝐩𝐢𝐨

Va detto che i Giochi hanno anche prodotto effetti positivi documentati. Le prime stime parlano di un impatto economico indiretto di circa 5,3 miliardi di euro sul territorio, tra turismo, consumi e occupazione. Per Milano, la crescita stimata del PIL cittadino sarebbe di +1,7%.

Sono numeri però difficili da verificare nel breve periodo, e distribuiti su un arco temporale pluriennale. Il deficit di 310 milioni, invece, è un conto che arriva adesso — e che qualcuno dovrà pagare entro la fine dell’anno.

Il bilancio consuntivo ufficiale della Fondazione non sarà pubblicato prima della primavera del 2027. Fino ad allora, i numeri definitivi resteranno incerti.

𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐫𝐢𝐠𝐮𝐚𝐫𝐝𝐚 𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨

Milano è la città che ha ospitato i Giochi, che ne ha portato il nome, che ha costruito il Villaggio Olimpico, l’Arena Santa Giulia e le infrastrutture. È anche la città che nel 2027 andrà alle urne per scegliere un nuovo sindaco.

Che fine farà il deficit olimpico, chi lo pagherà e come verranno usate le strutture costruite per i Giochi — Villaggio, arene, impianti — saranno inevitabilmente temi della campagna elettorale. Ogni candidato dovrà rispondere.

𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐞𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟕. 𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞. 𝐋’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞.