𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨, 𝐩𝐫𝐢𝐦𝐚𝐯𝐞𝐫𝐚 𝟐𝟎𝟐𝟔. Manca circa un anno alle elezioni comunali. Nel centrosinistra il nome che torna più spesso nelle conversazioni è quello di Pierfrancesco Majorino. Consigliere comunale, assessore, europarlamentare, capogruppo in Regione. Una vita intera in politica. E ora, forse, la corsa più importante.
𝐂𝐡𝐢 𝐞̀
Milanese, nato nel 1973. È sposato con Caterina Sarfatti, con cui ha due figli. È autore di romanzi e saggi — ha pubblicato libri che vanno dalla narrativa alla politica sociale.
A differenza di molti nomi che circolano per Palazzo Marino, Majorino non viene dal mondo dell’impresa, dell’università o del giornalismo. Viene dalla politica. Ci è entrato da giovane e non ne è mai uscito.
Nel 1998 aderisce ai Democratici di Sinistra. Nel 2004 diventa segretario della federazione DS a Milano. Nel 2006 viene eletto per la prima volta consigliere comunale, all’opposizione dell’amministrazione Moratti.
𝐈𝐥 𝐩𝐞𝐫𝐜𝐨𝐫𝐬𝐨 𝐩𝐨𝐥𝐢𝐭𝐢𝐜𝐨
Nel 2011 viene rieletto consigliere comunale a sostegno di Giuliano Pisapia, che vince le elezioni e diventa sindaco. Pisapia lo nomina assessore alle politiche sociali — welfare, immigrazione, povertà. Incarico che mantiene anche con il successore Beppe Sala, dal 2016.
Nel 2019 viene eletto al Parlamento Europeo con 93.175 preferenze, terzo più votato nella circoscrizione del Nord-Ovest. A Strasburgo si occupa di lavoro, diritti dei lavoratori e politiche migratorie.
Nel 2023 torna a Milano. Oggi è capogruppo del Partito Democratico in Consiglio regionale lombardo, con deleghe alle politiche migratorie e al diritto alla casa assegnategli dalla segretaria nazionale Elly Schlein, di cui è considerato vicino.
Nel mezzo, nel 2022, una parentesi importante: viene candidato dal centrosinistra alla presidenza della Regione Lombardia contro Attilio Fontana. Perde, ma ottiene un risultato considerato dignitoso per uno schieramento che in Lombardia è storicamente all’opposizione.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐩𝐫𝐨𝐩𝐨𝐧𝐞
Majorino non ha ancora presentato un programma formale per le comunali. Ma i temi su cui si è speso negli anni sono chiari.
Il welfare e le persone in difficoltà. Ha dedicato due mandati da assessore alle politiche sociali — anziani, famiglie fragili, senzatetto, immigrati. È il terreno su cui ha più esperienza diretta.
Il diritto alla casa. È uno dei temi su cui insiste di più anche oggi, in Regione. Considera l’accesso all’abitazione uno dei problemi centrali di Milano.
Le primarie. Sul metodo per scegliere il candidato del centrosinistra, ha una posizione chiara: spinge per le primarie, lo strumento che ha già designato sia Pisapia che Sala per la corsa verso Palazzo Marino.
𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐞̀ 𝐚𝐝𝐞𝐬𝐬𝐨 𝐧𝐞𝐢 𝐬𝐨𝐧𝐝𝐚𝐠𝐠𝐢
I sondaggi disponibili lo indicano come favorito nel centrosinistra, a pari merito con Mario Calabresi. Secondo una proiezione di YouTrend, una sua candidatura potrebbe vincere al primo turno con il 50,4 per cento dei consensi contro il 35,6 per cento di un generico candidato di centrodestra.
Si tratta di sondaggi preliminari, a un anno dal voto, e il quadro potrebbe cambiare significativamente.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐮𝐢
Ha un curriculum che nessun altro candidato in campo può vantare: conosce il Comune dall’interno, ha governato settori complessi per anni, conosce i meccanismi di Palazzo Marino. Non dovrà imparare il mestiere sul campo.
Nel centrosinistra milanese, che governa la città dal 2011, la sua candidatura dimostrerebbe che la coalizione è abbastanza radicata da sostenere un profilo marcatamente di sinistra, senza dover cercare un volto civico rassicurante.
𝐏𝐞𝐫𝐜𝐡𝐞́ 𝐩𝐨𝐭𝐫𝐞𝐛𝐛𝐞 𝐧𝐨𝐧 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐥𝐮𝐢
Il centrosinistra è diviso tra chi vuole un candidato politico — come lui — e chi preferisce un profilo civico, più capace di attrarre voti oltre il perimetro tradizionale del partito. Una parte della coalizione ritiene che un candidato come Mario Calabresi, giornalista e figura pubblica non legata ai partiti, possa raccogliere preferenze da ogni parte della città.
C’è poi la questione del metodo: se il Partito Democratico decidesse di non fare le primarie e di scegliere il candidato in modo diverso, Majorino potrebbe essere scavalcato da un nome scelto a tavolino dai vertici del partito.
𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚̀
Il segretario metropolitano del PD Alessandro Capelli ha indicato che il candidato verrà scelto dopo l’estate 2026, con una preferenza per le primarie — purché siano “primarie della città e non una conta sregolata tra politici”.
Majorino nel frattempo continua il suo lavoro in Regione e non ha mai dichiarato ufficialmente la propria candidatura. Ma non l’ha mai esclusa.
𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐞𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟕. 𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞. 𝐋’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞.



