Milano, maggio 2026. A un anno dalle elezioni comunali, circola il primo sondaggio strutturato sulle preferenze dei milanesi. Lo ha realizzato YouTrend tra il 16 e il 22 aprile 2026, su un campione di 818 residenti maggiorenni nel Comune di Milano. I numeri danno il centrosinistra in vantaggio netto. Leggerli con attenzione, però, è più utile che leggerli in fretta.
Chi ha fatto il sondaggio e per chi
La rilevazione è stata realizzata da YouTrend — istituto di ricerca e analisi politica tra i più citati in Italia — su commissione dell’agenzia di comunicazione Bovindo.
Va precisato, come hanno fatto alcune testate che hanno pubblicato i dati, che Bovindo in passato ha collaborato con Pierfrancesco Majorino, il candidato che nel sondaggio risulta in testa. Non significa che i dati siano falsi — YouTrend è un istituto con una reputazione consolidata e metodologie trasparenti — ma è un’informazione che il lettore ha il diritto di conoscere per valutare autonomamente il contesto in cui la ricerca è stata commissionata.
Il campione è di 818 persone, con un margine di errore dichiarato di +/- 3,4% e un intervallo di confidenza del 95%.
Cosa dicono i numeri
I partiti. Il Partito Democratico è il primo partito a Milano con il 27,3% delle preferenze. Fratelli d’Italia segue al 19,8%. Alleanza Verdi-Sinistra si attesta al 12,4% — un dato che sorprende, e che sommato al PD supera da solo l’intera coalizione di centrodestra. Forza Italia è all’8,5%, il Movimento 5 Stelle al 5,9%, la Lega al 5,3%, Italia Viva al 4,2%.
I candidati — scenario al primo turno. In uno scontro diretto tra Majorino e un generico candidato di centrodestra, il risultato sarebbe: Majorino 54,6%, centrodestra 40,6%, altri 4,8%. Un vantaggio che, se confermato, consentirebbe la vittoria al primo turno senza necessità di ballottaggio.
I candidati — notorietà e fiducia. Il più noto resta il sindaco uscente Sala, con un indice di notorietà del 91%. Seguono Majorino al 76%, Maurizio Lupi al 73%, Stefania Craxi al 72%, Mario Calabresi al 65%, Umberto Ambrosoli al 56%. Sulla fiducia: Sala guida al 28%, poi Majorino al 26%, Calabresi al 24%, Lupi al 21%, Ambrosoli al 16%, Craxi al 14%.
Le primarie del centrosinistra. Se si faranno, Majorino partirebbe in vantaggio con il 35% delle preferenze dell’elettorato progressista. Calabresi lo segue al 32%. Emmanuel Conte raccoglie il resto. I due sono separati da tre punti percentuali — dentro il margine di errore dichiarato.
I temi. Majorino è considerato più affidabile su case popolari, affitti, urbanistica, costo della vita, trasporti, politiche sociali, ambiente. Calabresi raccoglie più fiducia su sicurezza, turismo ed edilizia privata. A Conte viene riconosciuta competenza su cultura ed eventi.
Il dato che conta più di tutti
Il 44,7% degli elettori intervistati non ha ancora un’intenzione di voto chiara. Quasi la metà del campione è indecisa — e manca ancora più di un anno al voto.
In termini pratici significa che i numeri attuali descrivono una fotografia del maggio 2026, non una previsione di cosa succederà nella primavera del 2027. Senza un candidato ufficiale del centrodestra, senza primarie del centrosinistra, senza una campagna elettorale vera, i dati di oggi hanno un valore orientativo — non definitivo.
Perché i sondaggi vanno letti con cautela
I sondaggi politici a un anno dal voto hanno storicamente un tasso di errore elevato. Le variabili che cambiano nel tempo sono molte: chi sarà il candidato effettivo, come sarà la campagna elettorale, quali eventi imprevisti si verificheranno, come si muoverà l’astensionismo.
A Milano nel 2021 i sondaggi davano Sala largamente favorito — e aveva ragione. Ma nel 2016, pochi mesi prima del voto, la partita sembrava molto più aperta di quanto poi risultò. I sondaggi sono strumenti utili per capire la direzione del vento, non per sapere dove si fermerà.
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