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I gazebo della Lega dividono il centrodestra. La Russa: “Milano merita di meglio.”

Gazebo Lega Milano piazza Duomo — candidato sindaco 2027

Milano, 9 giugno 2026. L’iniziativa dei gazebo annunciata da Matteo Salvini per il 20 e 21 giugno — consultazione aperta a tutti i milanesi per indicare il candidato sindaco del centrodestra — non ha convinto tutti gli alleati. Ignazio La Russa, presidente del Senato e figura di riferimento di Fratelli d’Italia, ha risposto con una frase che dice tutto: “Chi sono io per dire che la Lega non può farlo? Ma il primo a sapere che i gazebo non sono decisivi per scegliere il candidato sindaco è sicuramente Matteo Salvini.”


La Russa a Palazzo Marino

Il 9 giugno La Russa si è presentato in Consiglio comunale — si è seduto nella tribuna del pubblico, ha ascoltato, poi nel cortile di Palazzo Marino ha risposto ai cronisti.

Sull’iniziativa dei gazebo ha usato parole diplomatiche ma il senso era chiaro: apprezza la partecipazione, ma non crede che i gazebo siano lo strumento giusto per scegliere il candidato sindaco. “Di gazebo ne abbiamo fatti tutti a migliaia”, ha detto — quasi a ricordare che l’iniziativa non è nuova né risolutiva.

Sul candidato da scegliere ha indicato Maurizio Lupi di Noi Moderati come nome valido, pur dicendo che le alternative sono benvenute — “purché ci siano.” Ha poi aggiunto una richiesta precisa: la decisione deve avvenire entro luglio. Non dopo l’estate, come vorrebbe Salvini. Entro luglio.

E sulla città ha chiuso con una frase lapidaria: “Credo che Milano meriti veramente qualcosa di meglio.”


La posizione di FdI: Milano non si decide a Roma

La Russa ha anche tracciato una linea politica importante per Fratelli d’Italia: il candidato lo devono scegliere i milanesi, non i vertici nazionali dei partiti. “Il centrodestra deve decidere a Milano e non a Roma.” Una frecciata che colpisce lo stesso Salvini — che gestisce la Lega con una regia fortemente centralizzata — e più in generale la tendenza dei partiti a imporre candidature dall’alto.

Secondo le ricostruzioni di Editorialedomani, FdI sta lavorando su un doppio binario: spingere per Lupi come candidato della coalizione, e al tempo stesso monitorare cosa succederà con Futuro Nazionale di Vannacci — dentro o fuori la coalizione, la presenza del generale cambia i conti.


Renzi attacca La Russa

La giornata non ha risparmiato colpi di scena. Matteo Renzi — leader di Italia Viva, partito che al momento sostiene il centrosinistra milanese — ha attaccato direttamente La Russa. Il tono era pungente: ha ricordato che La Russa è presidente del Senato, la seconda carica dello Stato, e che il suo intervento diretto nella politica locale milanese solleva qualche interrogativo istituzionale.

Renzi ha anche sottolineato il paradosso: il centrodestra discute da mesi su come scegliere il candidato, litiga tra gazebo e scadenze e veti incrociati, mentre il centrosinistra — pur non avendo ancora un nome — ha almeno un metodo condiviso: le primarie.


Il quadro del centrodestra oggi

La fotografia del centrodestra milanese al 9 giugno 2026 è questa: ogni partito si muove per proprio conto. La Lega organizza gazebo. FdI spinge per Lupi e vuole decidere entro luglio. Forza Italia ha già detto no a Futuro Nazionale. Noi Moderati aspetta. Civita costruisce la sua rete civica indipendentemente da tutti.

L’unica certezza condivisa è la data: giugno 2027. Tutto il resto — il nome, il metodo, la coalizione, la presenza o meno di Vannacci — è ancora da definire.


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