Milano, giugno 2026. Tra fine maggio e inizio giugno 2026 il gruppo australiano Lendlease ha ceduto ufficialmente le aree ancora da sviluppare di Santa Giulia — uno dei più grandi cantieri di rigenerazione urbana d’Italia — alla società immobiliare italiana Bizzi & Partners. È la fine di un’era per uno dei protagonisti della trasformazione di Milano degli ultimi vent’anni. E apre una domanda che la città non può ignorare: cosa succederà ora a MIND, il Milano Innovation District sorto sull’area Expo?
Chi è Lendlease e cosa ha fatto a Milano
Lendlease è un gruppo australiano di sviluppo immobiliare fondato nel 1958, quotato alla Borsa di Sydney, con progetti in tutto il mondo. A Milano ha avuto un ruolo centrale in due dei cantieri più ambiziosi degli ultimi decenni.
Il primo è Santa Giulia — un’area di oltre un milione di metri quadrati nella zona di Rogoredo, avviata nel 2004. Un progetto da 1,8 miliardi di euro complessivi che include residenze, uffici, spazi commerciali e l’arena olimpica che ha ospitato l’hockey durante i Giochi invernali del 2026 — oggi di proprietà del gruppo tedesco Eventim.
Il secondo è MIND — Milano Innovation District — il distretto dell’innovazione sorto sulle aree dell’Expo 2015 tra Rho e Roserio, nella periferia nord-ovest della città. Un progetto strategico che include il nuovo ospedale Galeazzi già operativo, il Tecnopolo in sviluppo e il campus della Statale in costruzione.
La cessione di Santa Giulia
La notizia è ufficiale dal 1° giugno 2026, quando Urbanfile ha confermato il passaggio formale delle aree. Le ultime parti da sviluppare di Santa Giulia — circa 385.000 metri quadrati tra residenze, uffici, spazi commerciali e strutture ricettive — sono passate a Bizzi & Partners, società guidata da Davide Bizzi, per un valore complessivo di circa 154 milioni di euro.
Per Lendlease l’operazione comporta una perdita significativa: circa 175 milioni di dollari australiani, che saranno contabilizzati nell’esercizio fiscale 2026. Lo stesso comunicato ufficiale del gruppo lo conferma senza giri di parole.
Il motivo è chiaro: Lendlease ha avviato un piano di riorganizzazione globale dopo pesanti perdite finanziarie e cali in Borsa. La strategia prevede la liquidazione delle attività in Stati Uniti, Europa ed Australia. Italia inclusa. L’unica eccezione è Londra.
Chi è Bizzi & Partners
Davide Bizzi e la sua società immobiliare non sono nuovi ai grandi cantieri milanesi. Nel 2018 avevano ceduto il progetto dell’ex area Falck a Sesto San Giovanni — poi sviluppato da Hines e Prelios. Ora tornano su un’area strategica della città con un impegno finanziario considerevole.
Le sfide che li attendono sono note: Santa Giulia è un cantiere aperto dal 2004 — più di vent’anni — e ancora incompleto. I tempi autorizzativi, la sostenibilità finanziaria, la qualità progettuale e l’equilibrio tra pubblico e privato sono questioni aperte che il nuovo proprietario dovrà affrontare.
L’incognita MIND
È qui che la storia diventa più delicata. L’uscita di Lendlease da Santa Giulia ha immediatamente riacceso l’attenzione sul futuro di MIND. Le domande che circolano tra istituzioni e operatori del settore sono dirette: se Lendlease ha già scelto di lasciare un’operazione milanese da 1,8 miliardi, resterà davvero impegnata nel distretto dell’innovazione?
La situazione è diversa da Santa Giulia per due ragioni. La prima: MIND è in una fase di sviluppo già avanzata — il Galeazzi è operativo, il campus della Statale è in costruzione, il Tecnopolo avanza. La seconda: Lendlease opera a MIND nell’ambito di una concessione di 99 anni firmata con Principia — la società pubblica erede di Arexpo — che regola i rapporti in modo diverso rispetto a un normale progetto immobiliare privato.
Al momento non esistono annunci ufficiali di vendita o disimpegno da MIND. Urbanfile ha precisato che “non vi sono indicazioni ufficiali su una possibile uscita di Lendlease da MIND.” Ma il Corriere della Sera ha scritto di “notizie e silenzi” che si inseguono, e di timori crescenti tra gli operatori del settore.
Perché riguarda le elezioni 2027
Santa Giulia e MIND sono due dei cantieri più simbolici della Milano che si sta trasformando. Il futuro di entrambi — chi li svilupperà, con quali tempi, con quale qualità urbana — è una questione che il prossimo sindaco dovrà affrontare fin dal primo giorno.
Chi governerà la città dal 2027 erediterà un’area olimpica a Rogoredo in attesa di un masterplan definitivo e un distretto dell’innovazione il cui principale sviluppatore privato sta guardando altrove.
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