Milano, giugno 2026. Tra i nomi che circolano per la candidatura a sindaco del centrodestra a Milano, uno è quello di Silvia Sardone — vicesegretaria nazionale della Lega, europarlamentare, consigliera comunale. Va detto subito con chiarezza: non esiste al momento nessuna dichiarazione ufficiale di candidatura. Il suo nome emerge da fonti non ufficiali, in un contesto in cui la Lega sta ancora decidendo come e chi scegliere attraverso i gazebo del 20 e 21 giugno. Ne parliamo perché è una figura rilevante della politica milanese — e perché lei stessa, in passato, non ha mai escluso nulla.
Chi è
Milanese, nata nel 1977. Giuslavorista di professione, è entrata in politica nel 2006 come consigliera di zona per Forza Italia nel Municipio 2 di Milano. Nel 2016 è stata eletta al Consiglio comunale con Forza Italia. Nel 2018 ha lasciato il partito di Berlusconi — “non mi riconosco più nelle politiche nazionali” — ed è entrata nel Gruppo Misto. Poco dopo ha aderito alla Lega.
Ha due figli. È stata a lungo legata a Roberto Di Stefano, sindaco di Sesto San Giovanni dal 2017 — un’elezione storica che ha messo fine a 72 anni consecutivi di governo del centrosinistra in quella città, e di cui Sardone è stata coordinatrice della campagna elettorale.
Il percorso politico
Nel 2018 si candida al Consiglio regionale della Lombardia con la Lega e ottiene 11.312 preferenze — risultando la donna più votata di tutta la Lombardia e la seconda in assoluto per numero di voti. Un risultato che le vale la definizione di “record woman” del Carroccio lombardo.
Nel 2019 viene eletta al Parlamento Europeo con circa 45.000 preferenze. Alle europee del 2024 viene riconfermata con 75.253 preferenze — seconda solo a Roberto Vannacci nella circoscrizione Nord-Ovest.
Nel 2021 viene riconfermata anche consigliera comunale a Milano, risultando la più votata dell’intera coalizione di centrodestra con 3.580 preferenze.
Il 15 maggio 2025 viene nominata vicesegretaria federale della Lega — la seconda carica del partito a livello nazionale.
Cosa pensa di Milano
In un’intervista a Il Giorno del 27 gennaio 2026, Sardone ha parlato delle comunali 2027 con parole che non chiudono nessuna porta. “Quale politico non vorrebbe amministrare la propria città?” ha detto, senza però dichiarare la propria candidatura. Ha aggiunto che l’obiettivo del centrodestra deve essere trovare il miglior candidato possibile, evitando spartizioni interne dell’ultimo minuto. “No al Manuale Cencelli. Milano deve avere il miglior candidato sindaco possibile.”
Ha espresso sostegno all’idea delle primarie — o comunque di uno strumento che coinvolga i cittadini nella scelta. Ha indicato tre priorità per Milano: sicurezza, casa e mobilità.
Perché il suo nome circola
Sardone è la figura della Lega con il radicamento più solido a Milano. Non è un nome calato dall’alto — è una politica che ha costruito il proprio consenso quartiere per quartiere, elezione dopo elezione. I numeri che ha ottenuto alle regionali del 2018 e alle europee del 2024 non hanno paragoni nel centrodestra milanese.
In un partito che sta cercando di capire chi portare ai gazebo e poi alle urne, il suo profilo ha una caratteristica rara: è conosciuta, ha un bacino elettorale reale e non divide la coalizione come potrebbero fare nomi più marcatamente identitari.
C’è però un problema oggettivo: Sardone è europarlamentare. Candidarsi a sindaco significherebbe lasciare Bruxelles a metà mandato — una scelta politica e personale non banale.
Lo stato della notizia
Il rumor sulla sua candidatura — riportato da Il Giornale d’Italia il 9 giugno 2026 con l’esplicita etichetta “RUMOR” — non ha trovato conferma su nessuna altra testata di rilievo. Né Sardone né la Lega hanno rilasciato dichiarazioni ufficiali in questo senso.
I gazebo del 20 e 21 giugno daranno alla Lega una prima indicazione sui nomi che i milanesi vogliono sentire. Se il nome di Sardone emergerà con forza da quella consultazione, il quadro potrebbe cambiare rapidamente.
Milanocomune seguirà gli sviluppi e aggiornerà questo profilo.
Milanocomune segue la campagna per le elezioni comunali 2027. La città comune. L’interesse comune.



