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Candidati

Il politico di lungo corso che vuole riportare il centrodestra a Palazzo Marino. Il profilo di Maurizio Lupi.

Maurizio Lupi candidato sindaco Milano 2027

Milano, giugno 2026. Nel centrodestra milanese c’è un nome che torna da anni, ogni volta che si parla di chi potrebbe sfidare il centrosinistra alle comunali. Non è un imprenditore, non è un civico, non è un generale. È un politico di professione — ex ministro, ex assessore comunale, leader di un partito. Si chiama Maurizio Lupi. E a differenza di molti altri nomi in circolazione, lui ha già detto sì.


Chi è

Milanese, nato nel 1959. Sposato, quattro figli. Laureato in Filosofia all’Università Cattolica di Milano — un percorso formativo che riflette la sua collocazione nell’area cattolica e popolare del centrodestra italiano.

Ha iniziato la sua attività politica nella Democrazia Cristiana, per poi transitare in Forza Italia e quindi nel Popolo della Libertà. È stato consigliere comunale a Milano e assessore comunale alla Mobilità durante la giunta Albertini — il sindaco di centrodestra che governò la città dal 1997 al 2006 e che resta il punto di riferimento di chiunque voglia riportare il centrodestra a Palazzo Marino.

È stato eletto deputato per la prima volta nel 2001. Da allora non ha mai lasciato il Parlamento — è stato rieletto in ogni tornata fino ad oggi. È stato Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti nel governo Letta dal 2013 al 2014, e di nuovo nello stesso ruolo nel governo Renzi dal 2014 al 2015.

Nel 2022 ha fondato Noi Moderati — il partito centrista della coalizione di centrodestra, che alle elezioni politiche del 2022 ha superato di poco la soglia del 1% con l’1,03% dei voti, portando in Parlamento un piccolo gruppo di deputati e senatori. Lupi ne è il presidente e il volto pubblico principale.


La disponibilità dichiarata

A differenza di quasi tutti gli altri nomi in campo, Lupi non ha mai fatto il gioco delle non-risposte. Da novembre 2024 in poi ha dichiarato pubblicamente la propria disponibilità a candidarsi.

Il momento della svolta è stato il congresso regionale di Noi Moderati dell’aprile 2026 all’Hotel Marriott di Milano, quando La Russa — presidente del Senato e figura di riferimento di Fratelli d’Italia — si è rivolto direttamente a lui davanti alla platea: “Lupi, tu hai una grande responsabilità a Milano. Tu che sei milanese, hai una responsabilità anche in quel campo.” Lupi ha risposto senza ambiguità: “Siamo tutti a disposizione. Mi fa piacere la stima di La Russa. Vedremo che cosa accadrà.”

Il suo messaggio politico è coerente da mesi. Al contrario di chi cerca candidati civici, lui dice che Milano ha bisogno di un politico che conosca la città. “Fa ridere questa continua ricerca, come se fossimo a X Factor, di candidati civici che poi, puntualmente, dicono di no.” E ancora: “Il vero tema è se abbiamo la capacità di presentare un progetto vero di cambiamento. Credibile.”


La visione per Milano

Lupi non ha ancora presentato un programma formale. Ma i temi su cui insiste pubblicamente sono chiari.

Il primo è la credibilità del progetto — prima il programma, poi il nome. “Non si può fare l’X Factor del candidato. Prima bisogna avere una proposta di governo credibile per la città.” Un approccio che riflette la lezione del 2021, quando il centrodestra arrivò alle urne con Luca Bernardo — medico scelto quasi all’ultimo momento — senza un progetto solido.

Il secondo è la vocazione europea di Milano. Lupi vuole una città che “resti capitale europea e attrattiva, ma senza espellere” — una sintesi che tocca il tema degli affitti, del costo della vita e dell’accessibilità per le fasce medie.

Il terzo è la continuità con l’esperienza Albertini — l’unico sindaco di centrodestra che abbia governato Milano con risultati riconosciuti anche dagli avversari. Lupi è stato assessore in quella giunta e la cita come modello.


Come lo guardano gli alleati

Il sostegno di Fratelli d’Italia è il più esplicito. La Russa lo ha lanciato pubblicamente in più occasioni, indicandolo come il candidato politico da affiancare a quattro “super assessori” della società civile per costruire una squadra di governo credibile.

Forza Italia è storicamente il partito più critico. La posizione ufficiale del partito è sempre stata quella di preferire un candidato civico. Ma a maggio 2026 Licia Ronzulli — senatrice di FI — ha aperto a Lupi con parole chiare: “È l’unico nome che ha messo sul tavolo la sua candidatura. È una persona conosciuta, un politico di lungo corso, un politico che ha avuto visione. Perché no?” Una presa di posizione che ha creato tensioni interne al suo stesso partito.

La Lega è diffidente — Salvini preferisce una figura più popolare e riconoscibile, e i gazebo del 20-21 giugno sono in parte una risposta alla candidatura di Lupi, un modo per aprire la scelta a nomi diversi. Noi Moderati ovviamente lo sostiene.


Perché potrebbe essere lui

Lupi è l’unico nome nel centrodestra che si è dichiarato disponibile senza ambiguità e senza fare il gioco delle non-risposte. Conosce Milano dall’interno — ha lavorato in Comune, conosce i meccanismi di Palazzo Marino, ha una rete di relazioni costruita in trent’anni di politica milanese.

Ha una collocazione centrista e cattolica che in teoria lo rende meno divisivo dei profili più identitari. La Russa — la figura più autorevole della coalizione — lo sostiene esplicitamente. E in una coalizione che fatica a convergere su un nome, essere l’unico ad aver alzato la mano è già un vantaggio.


Perché potrebbe non essere lui

I numeri elettorali di Noi Moderati sono contenuti — il partito ha preso l’1,03% alle politiche del 2022. Candidare il leader di un partito piccolo come uomo di punta di una grande coalizione metropolitana è una scommessa.

Il sondaggio YouTrend di aprile 2026 lo colloca al 21% di fiducia tra gli elettori milanesi — quinto posto, dietro Sala, Majorino, Calabresi e Ambrosoli. Non è un dato devastante, ma non è nemmeno la base di partenza di un candidato favorito.

Forza Italia è divisa — e senza un’adesione compatta di tutti i partiti della coalizione, una candidatura Lupi rischia di presentarsi alle urne già indebolita. E c’è Civita che costruisce la propria lista civica indipendentemente da tutti, sottraendo potenziali voti moderati.


Dove siamo oggi

A giugno 2026 Lupi è il candidato più esplicito del centrodestra — l’unico ad aver dichiarato apertamente la propria disponibilità. Ma la coalizione non ha ancora convergito su di lui. I gazebo della Lega del 20-21 giugno sono il prossimo appuntamento che potrebbe cambiare o confermare il quadro.

Milanocomune aggiornerà questo profilo non appena ci saranno sviluppi.


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