Milano, giugno 2026. Nell’arco di poco più di un anno, la Procura di Milano ha aperto tre filoni di indagine distinti sulla gestione di Palazzo Marino. Urbanistica, vendita di San Siro, concessioni in Galleria Vittorio Emanuele. Tre storie diverse, tutte ancora in fase di indagine preliminare. Nessun processo è ancora iniziato, nessun giudice ha ancora stabilito responsabilità. Le ipotesi investigative potrebbero tradursi in rinvii a giudizio, in patteggiamenti o in archiviazioni. Con un elemento in comune: al centro ci sono decisioni prese dall’amministrazione uscente, e il prossimo sindaco le eredita comunque.
La prima inchiesta: l’urbanistica
Tutto comincia con un palazzo costruito dentro un cortile. Un caso apparentemente minore, che nel 2023 porta la Procura ad aprire un’indagine più ampia sul sistema edilizio milanese. Nel marzo 2025 viene arrestato Giovanni Oggioni, ex vicepresidente della Commissione Paesaggio del Comune, con le ipotesi di corruzione, frode processuale e falso. L’inchiesta si allarga: oltre 70 persone finite nel registro degli indagati, sei richieste di arresto — va precisato che si tratta di richieste della Procura, non di condanne: la misura cautelare richiesta è distinta dall’accertamento della colpa, che spetta al giudice al termine del processo — più di 150 cantieri bloccati in città. Tra gli indagati anche il sindaco Sala — per false dichiarazioni sulla nomina del presidente della Commissione Paesaggio e per una vicenda legata al progetto del Pirellino — e l’ex assessore alla Rigenerazione Urbana Giancarlo Tancredi.
Nel frattempo il governo aveva approvato un decreto chiamato “Salva Milano”, pensato per sbloccare i cantieri fermi ridefinendo le regole sull’edilizia. La Procura ha contestato che il decreto fosse stato scritto in parte dagli stessi indagati. Il Comune si è poi costituito parte civile. Il decreto è rimasto bloccato in Senato.
La seconda inchiesta: San Siro
Il 5 novembre 2025 Inter e Milan firmano il rogito per l’acquisto dello stadio Meazza e delle aree circostanti: 197 milioni di euro al Comune. Lo stesso giorno emerge che la Procura sta indagando sulla procedura di vendita. Il 31 marzo 2026 la Guardia di Finanza esegue perquisizioni negli uffici del Comune e nelle abitazioni di ex dirigenti e manager dei due club. Nove indagati: tra loro gli ex assessori Giancarlo Tancredi e Ada De Cesaris, il direttore generale di Palazzo Marino Christian Malangone, e manager legati a Inter e Milan. Le ipotesi di reato sono turbativa d’asta e rivelazione di segreto d’ufficio. Secondo la ricostruzione degli inquirenti — tutta da verificare in sede processuale — il bando pubblico sarebbe stato costruito per favorire i due club, con scambi di informazioni riservate tra funzionari comunali e rappresentanti delle società.
Il 27 maggio 2026 il Tribunale del Riesame ha annullato i sequestri informatici disposti dalla Procura sui telefoni degli indagati, giudicando il metodo degli investigatori illegittimo — una “inversione dei passaggi” incompatibile con i principi di proporzionalità previsti per i sequestri informatici. Il Riesame ha parlato di ricerca “non tanto delle prove ma della notizia di reato”. Un giudizio tecnico pesante, che però non chiude l’inchiesta.
La terza inchiesta: la Galleria
Il 3 giugno 2026 la Guardia di Finanza si presenta a Palazzo Marino, alla Soprintendenza delle Belle Arti e all’Agenzia del Demanio con un ordine di esibizione di atti. L’oggetto: le concessioni degli spazi commerciali nella Galleria Vittorio Emanuele II. Sotto esame le pratiche per i negozi di Dior e Montblanc, i locali ex Verga, uno spazio in via Silvio Pellico, e le autorizzazioni per grandi eventi con installazioni in piazza Duomo — tra cui quelle legate al lancio del film su Michael Jackson e al sequel de “Il Diavolo veste Prada”. Le ipotesi di reato sono turbativa d’asta e corruzione. Gli indagati sarebbero otto, tra funzionari comunali, dipendenti della Soprintendenza e responsabili di società private.
L’inchiesta nasce da un esposto presentato nel 2025 da Massimiliano Lisa — il candidato della lista civica Milano Libera, che in Galleria ha la sede del suo museo Leonardo3 ed è da anni in causa con il Comune per le concessioni degli spazi. Il 5 giugno il sindaco Sala ha commentato l’inchiesta dicendo che “c’è una parte della Procura che fa politica”, collegando esplicitamente l’apertura del fascicolo alla candidatura dell’ex procuratrice aggiunta Tiziana Siciliano nella lista di Lisa. Lisa ha replicato che il suo esposto riguardava tre concessioni specifiche e che l’indagine si è poi estesa autonomamente ad altri otto spazi.
Tre inchieste, una domanda
Ogni indagato è innocente fino a sentenza definitiva — principio che vale sempre, e che qui vale in modo particolare perché nessuno dei tre procedimenti è ancora arrivato in aula. Le inchieste sono ipotesi investigative: potrebbero concludersi con rinvii a giudizio e condanne, ma anche con proscioglimenti o archiviazioni. Il lavoro della magistratura e degli inquirenti è legittimo e necessario. L’esito, però, è tutto da scrivere.
Quello che sappiamo è che il bilancio consuntivo delle Olimpiadi arriverà nella primavera del 2027 — come già raccontato su queste pagine — e che i tre filoni di indagine si trascineranno ben oltre le elezioni comunali. Il prossimo sindaco, chiunque sia, si troverà a gestire un Comune le cui procedure amministrative sono sotto scrutinio su tre fronti contemporaneamente.
La domanda è semplice. Cosa si fa? Si aspettano gli esiti giudiziari e si va avanti come prima? Si costruisce un sistema di regole nuove — su urbanistica, beni pubblici, concessioni — prima ancora che i processi eventualmente inizino? Si sceglie da che parte stare nel conflitto tra Palazzo Marino e Procura, che Sala ha reso esplicito commentando la terza inchiesta?
Civita ha detto che il voto a Sala è due su dieci. Lisa ha definito la vendita di San Siro “una grande vergogna”. Majorino ha fatto dell’antispeculazione edilizia un tema della sua attività in Regione. Lupi ha governato le infrastrutture come ministro senza mai entrare nel merito delle procedure comunali. Calabresi non si è ancora espresso su nessuno di questi temi. Scavuzzo ha preso in mano la delega all’urbanistica nel mezzo delle inchieste e ha avviato alcune modifiche alle procedure, senza però uscire dal perimetro della giunta.
Nessuno ha ancora detto cosa farà, concretamente, il primo giorno a Palazzo Marino.
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FONTI: https://tg24.sky.it/politica/2025/07/17/inchiesta-urbanistica-decreto-salva-milano-senato, https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2025/07/17/urbanistica-di-milano-sotto-accusa-indagato-anche-sala-chiesti-6-arresti_8b50acc0-f9b4-4cd0-8663-b69b872fe91d.html, https://www.lanotiziagiornale.it/non-solo-urbanistica-e-san-siro-scatta-linchiesta-anche-sugli-spazi-in-galleria-otto-indagati-tra-dipendenti-comunali-e-imprenditori-e-unaltra-tegola-sulla-giunta-sala/, https://www.fanpage.it/milano/inchiesta-sugli-spazi-in-galleria-a-milano-lisa-il-mio-esposto-era-su-3-concessioni-ora-si-parla-di-8-negozi/, https://www.sbircialanotizia.it/articoli/2026/06/05/galleria-sala-procura-k7r2m/, https://www.calcioefinanza.it/2026/05/29/inchiesta-san-siro-giudizio-riesame-procura-milano/



