Milano, 23 giugno 2026. Sette anni fuori dalla politica. Sei mesi in carcere. Un’assoluzione piena — “il fatto non sussiste” — in primo grado e in appello. Oggi Pietro Tatarella è tornato davanti alle telecamere. E ha detto che vuole fare il sindaco di Milano.
Chi è
Milanese di Baggio, nato nel 1983. Entra giovanissimo nella politica milanese, prima nel Popolo della Libertà, poi in Forza Italia. Alle elezioni comunali del 2016 ottiene oltre 5.000 preferenze — tra i consiglieri più votati del centrodestra. È considerato un nome in ascesa: alle europee del 2019, candidato nelle liste di FI, sembrava destinato a un salto di livello. Non è andata così.
L’inchiesta “Mensa dei poveri” e l’assoluzione
Nel maggio 2019, pochi giorni prima del voto europeo, Tatarella viene arrestato nell’ambito dell’inchiesta “Mensa dei poveri” della Procura di Milano, che ipotizzava un sistema di corruzione legato agli appalti per i servizi sociali del Comune. Trascorre sei mesi in stato di detenzione. La carriera politica si interrompe di colpo. Il processo si conclude con un’assoluzione con formula piena sia in primo grado sia in Appello: “il fatto non sussiste”. Quasi cinquecento pagine di motivazioni della sentenza d’appello, depositate nelle scorse settimane, escludono l’esistenza di qualsiasi patto corruttivo. “Mi hanno rovinato politicamente ed economicamente”, ha detto Tatarella in un’intervista rilasciata oggi. “Il giorno in cui ho terminato i domiciliari avevo venti centesimi sul conto corrente. Da lì ho dovuto ricominciare.”
Il ritorno
Da quel momento Tatarella si è reinventato come imprenditore nel settore del legno. Negli ultimi mesi si è riavvicinato al mondo politico, partecipando tra l’altro alla campagna referendaria sulla separazione delle carriere dei magistrati. Oggi, 23 giugno 2026, ha convocato una conferenza stampa in cui ha presentato pubblicamente le motivazioni della sentenza d’appello e ha annunciato la propria disponibilità a candidarsi sindaco di Milano per il centrodestra. Lo slogan scelto è “Non lasceremo indietro nessuno”. “La mia candidatura non è una rivalsa dopo quello che mi è successo”, ha spiegato. “È solo un riprendere la mia attività politica da dove l’avevo interrotta.”
Cosa propone
Tatarella ha indicato tre temi centrali: sicurezza, gestione dei rapporti con la magistratura e riconquista della città per il centrodestra. Sul primo punto: “Non sarò un sindaco che si fa dettare l’agenda dalla Procura della Repubblica. Bisogna dialogare, ma non si può essere schiavi delle decisioni della procura o aver paura di fare le cose.” Sul pm dell’inchiesta urbanistica che si candida in Consiglio comunale, ha detto di “non sentirsi di dar torto a Sala” nel giudizio critico espresso. Ha anche detto di credere che, se il centrodestra si unisse sul suo nome, “abbiamo ottime chance di tornare a governare la città.”
Come lo guardano i partiti
Tatarella non ha più una tessera di partito. Si presenta come candidato civico, “a disposizione del centrodestra”. Ha dichiarato di aver sentito esponenti di Fratelli d’Italia e di altri partiti in modo informale, e di aver ricevuto “reazioni positive anche dalla Lega”. Secondo Il Fatto Quotidiano, il suo nome piacerebbe a una parte di FdI e di Forza Italia. Non risultano ancora endorsement ufficiali.
Il contesto: il centrodestra sempre più diviso
La candidatura di Tatarella si inserisce in una giornata caotica per il centrodestra milanese. Stamattina circolava la notizia di un vertice romano convocato da La Russa, che il presidente del Senato ha però smentito di aver organizzato: la riunione non si terrà. La Russa ha però accelerato sulla tempistica: “Il candidato va scelto entro luglio.” Nel pomeriggio Antonio Tajani, segretario di Forza Italia, ha lanciato una proposta che ha sorpreso tutti: “Se a Milano ci fosse la candidatura di Cottarelli la vedrei vincente. Può mettere la sinistra al tappeto.” Carlo Cottarelli — economista, ex senatore del PD voluto da Letta, già presentato da Milanocomune come protagonista del polo riformista Europeisti.eu — diventa così, per la prima volta, un nome esplicitamente proposto dal centrodestra. Sul tavolo del 6 luglio, quindi, arriveranno: Sardone (Lega), Lupi (FdI), Tatarella (civico trasversale), Cottarelli (FI) e La Lumia (FI). Il centrodestra non ha mai avuto così tanti nomi — e così tante divisioni.
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FONTI: https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2026/06/23/a-milano-tatarella-ex-fi-si-candida-se-c.destra-mi-sceglie-torniamo-a-governare_beb3528c-6ae0-4e05-af9d-32b7f18cc727.html, https://www.milanotoday.it/politica/pietro-tatarella-candidato-sindaco-milano.html, https://www.ilgiorno.it/milano/politica/elezioni-tatarella-centrodestra-nbzuxig0, https://www.affaritaliani.it/milano/milano-2027-il-giallo-del-vertice-di-centrodestra-a-roma-annullato-ma-la-russa-accelera-candidato-entro-luglio.html, https://www.ilfattoquotidiano.it/2026/06/23/sindaco-milano-cottarelli-centrodestra-notizie/8427565/



