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Il nome di Antonio Di Pietro spunta per Palazzo Marino. Sala: “Fatico a giudicarlo in politica, ma è un galantuomo”

palazzo marino illuminato al tramonto, sede del comune di milano, Antonio Di Pietro

Durante una cena a Milano, la senatrice di Fratelli d’Italia Daniela Santanchè ha lanciato pubblicamente il nome dell’ex pm Antonio Di Pietro come possibile candidato sindaco. Il sindaco uscente Giuseppe Sala ha commentato per la prima volta la suggestione.

Mentre il centrodestra prova a darsi un metodo per scegliere il proprio candidato a Palazzo Marino, arriva una suggestione che non era nei piani ufficiali della coalizione: quella di Antonio Di Pietro, fondatore di Italia dei Valori ed ex pm di Mani Pulite.

Come è nata la suggestione

Il nome è stato lanciato da Daniela Santanchè al ristorante Baretto, durante una serata per i sessant’anni di giornalismo di Vittorio Feltri. “Io avrei un nome per il candidato sindaco: Antonio Di Pietro”, ha detto la senatrice di Fratelli d’Italia, presentando la proposta come una sua idea personale, non ancora discussa né con lo stesso Di Pietro né con i vertici del partito. “Leggo tanti nomi, autocandidature, ma credo sia il momento di sparigliare le carte”, ha aggiunto Santanchè, motivando la scelta con l’esperienza politica e amministrativa dell’ex magistrato: “Ha fatto il ministro, il leader di partito, il senatore”.

La stessa sera, a pochi chilometri di distanza, si teneva un’altra cena — quella convocata dal presidente del Senato Ignazio La Russa al ristorante Forte Garden — dove la coalizione ha discusso il metodo per restringere la rosa dei possibili candidati a 8-10 nomi entro venti giorni, in vista di un sondaggio e di un nuovo vertice.

La reazione di Sala

Il sindaco uscente Giuseppe Sala ha commentato per la prima volta l’ipotesi Di Pietro, con un giudizio sospeso: “Fatico a giudicarlo in politica”, ha detto, aggiungendo però che si tratta di “un galantuomo”. Sala ha poi ribadito la propria posizione sul metodo di scelta per il centrosinistra: “Dobbiamo capire se fare le primarie, a meno che non si trovi un candidato che metta assieme tutti. Credo che i partiti debbano partire da questo ragionamento, anche senza fretta, perché obiettivamente manca ancora molto: non sappiamo quando saranno le elezioni”.

Di Pietro, dal canto suo, si era già espresso in passato su una vicenda che riguarda direttamente Sala: l’inchiesta urbanistica che ha coinvolto il Comune di Milano. In un’intervista del luglio 2025, l’ex pm aveva sostenuto che né Sala né l’assessore Giancarlo Tancredi dovessero dimettersi, ricordando che “è l’accusa che deve dimostrare che hanno agito per interesse privato o per guadagno personale”. Va ricordato che l’inchiesta urbanistica resta un’ipotesi investigativa: gli indagati sono innocenti fino a sentenza definitiva, e il lavoro della magistratura nell’accertare i fatti è legittimo e necessario.

Al momento la candidatura di Di Pietro resta una suggestione personale di Santanchè, non una proposta ufficiale della coalizione di centrodestra.

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FONTI: https://www.virgilio.it/notizie/antonio-di-pietro-possibile-candidato-sindaco-a-milano-beppe-sala-spiazza-fatico-a-giudicarlo-in-politica-1766102, https://www.affaritaliani.it/milano/milano-2027-la-road-map-del-centrodestra-rosa-ristretta-entro-venti-giorni-poi-sondaggi-e-nuovo-vertice-intanto-spunta-anche-di-pietro.html