Con la quarta ondata di calore dell’estate — fino a 39 gradi e notti tropicali a 27 — il Comune accelera sul piano di depavimentazione: 43 quartieri su 88 classificati a rischio caldo alto o molto alto. Ma la trasformazione incontra resistenze politiche.
Un’estate da record e una mappa del rischio caldo
Milano sta attraversando la quarta ondata di calore dell’estate 2026, con temperature che nei giorni scorsi hanno toccato i 38-39 gradi e minime notturne fino a 27 gradi. Per rispondere strutturalmente al fenomeno, il Comune ha elaborato una mappa che incrocia le temperature superficiali rilevate da satellite con indicatori di vulnerabilità della popolazione, individuando 43 quartieri su 88 a rischio alto o molto alto, di cui 22 nella fascia più critica. Tra le zone più esposte figurano non solo periferie densamente costruite, ma anche quartieri centrali come Duomo, Brera e Porta Venezia. Le proiezioni comunali indicano che entro il 2050 Milano potrebbe arrivare a registrare tra le 80 e le 90 notti tropicali l’anno.
Il piano di depavimentazione: 27 nuove aree
Sulla base di questa mappatura, l’amministrazione ha inserito altre 27 aree cittadine nel programma di depavimentazione, che si aggiungono alle 27 già avviate negli anni precedenti, tra cui l’intervento completato in via Toce, all’Isola. L’obiettivo, spiegato dall’assessora al Verde Elena Grandi, è rimuovere asfalto e cemento dove non indispensabili per restituire spazio a alberi, aiuole e superfici drenanti, contrastando sia l’effetto isola di calore sia il rischio di allagamenti durante le piogge intense. In parallelo, il Comune ha installato otto nuove strutture ombreggianti in diverse zone della città come misura di raffrescamento temporaneo.
Le resistenze: parcheggi, tempi e coerenza degli interventi
La trasformazione non è priva di attriti. La stessa assessora Grandi ha riconosciuto in commissione consiliare le difficoltà di alcuni progetti, in particolare quando gli interventi comportano la cancellazione di posti auto o modifiche alla circolazione. Le critiche più dirette arrivano dal centrodestra: il vicesegretario milanese di Forza Italia Fabrizio De Pasquale ha definito la depavimentazione uno strumento della giunta per limitare la presenza delle automobili in città, contestando al Comune una scarsa coerenza complessiva, con esempi come le ampie superfici in pietra realizzate in piazza San Babila.
La domanda per il futuro sindaco
Sul fronte del centrosinistra, il tema ambientale è già parte del programma di Massimiliano Lisa, primo candidato sindaco ufficialmente in campo, che indica “alberi, parchi, rigenerazione urbana” tra i propri punti programmatici, definendolo un verde “che migliora la vita, non slogan ambientali”. Sul fronte del centrodestra, le critiche di De Pasquale aprono un interrogativo più ampio sul modello di città da adottare: se proseguire e accelerare sulla depavimentazione come priorità climatica, oppure ripensarne tempi e modalità in nome della mobilità privata. Nessuno dei principali aspiranti sindaco delle due coalizioni ha finora presentato un piano organico e alternativo sul clima urbano: un vuoto programmatico che, con l’aggravarsi delle ondate di calore, difficilmente potrà restare tale fino al voto del 2027.
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FONTI: https://www.mitomorrow.it/milano-verra/depavimentazione-a-milano-strade-caldo/, https://www.mitomorrow.it/milano-verra/clima-milano-futuro-caldo-temperature/, https://www.ansa.it/lombardia/notizie/2026/07/29/contro-il-caldo-a-milano-otto-nuove-vele-ombreggianti_7aa16bf7-e07c-4134-9958-44386e1ed686.html, https://www.milanotoday.it/meteo/ondata-caldo-africano-milano-agosto-previsioni.html, https://www.lisasindaco.it/



