Il Comune di Milano cambia le regole sul verde pubblico e privato. La Giunta ha approvato le modifiche al regolamento che tutela alberi, parchi e giardini, e ora il testo passa al Consiglio comunale. Le novità riguardano chi deve tagliare o potare un albero, anche nel proprio giardino, chi organizza una festa al parco e chi ha un cane. Ecco cosa cambia, punto per punto.
Che cos’è il regolamento del verde
È l’insieme delle regole che stabilisce come si curano, si tagliano e si usano alberi, prati, parchi e giardini a Milano, sia pubblici sia privati. Il testo in vigore è del 2017, con aggiunte nel 2021. Le modifiche sono state presentate martedì 27 ottobre in commissione dall’assessora all’Ambiente e al Verde Elena Grandi e sono già passate dai Municipi.
Secondo l’assessora, le nuove regole servono a «garantire maggiore tutela al patrimonio verde e progettare una città resiliente al clima che cambia».
Tagliare un albero: cosa cambia
Le regole valgono anche per gli alberi privati, compresi quelli nati spontaneamente.
Un albero si potrà abbattere solo nel periodo di riposo vegetativo e con l’autorizzazione degli uffici del Comune. Fanno eccezione gli alberi classificati a rischio di schianto.
Sparisce la procedura semplificata, che in alcuni casi permetteva di presentare una relazione firmata solo da chi chiedeva il taglio. Ora servirà sempre la firma di un professionista: un agronomo, un forestale, un perito agrario o un agrotecnico.
A fine lavori servirà una documentazione fotografica. Al posto dell’albero tagliato andrà fatta una compensazione, che terrà conto del valore ambientale della pianta rimossa e che andrà fatta, se possibile, nella stessa zona.
Le multe: una per ogni albero
È la novità più concreta. Finora, se si abbattevano senza permesso 100 alberi in una volta, la multa era una sola, perché si sanzionava il comportamento. Con le nuove regole la sanzione si applica per ogni albero. Secondo MilanoToday, la ragione indicata in commissione è che con la vecchia formulazione «distruggere un bosco era uguale ad abbattere un albero».
Potature, dehors e cantieri
Ogni potatura dovrà essere motivata, con una dichiarazione che sull’albero non ci sono nidi o tane di animali selvatici e una verifica a lavori finiti.
Non si potranno installare dehors, chioschi e cartelloni pubblicitari così vicini a un albero da danneggiarne il tronco, la chioma o le radici. Sarà vietato versare vicino ad aiuole e alberi sostanze che possono danneggiarli, come oli o prodotti chimici.
Nei progetti di riqualificazione andrà verificato se è possibile togliere asfalto e usare superfici verdi o drenanti. Le nuove piante saranno scelte tra le specie più resistenti al cambiamento climatico, e in alcuni casi si potranno sostituire interi filari malati con specie diverse.
Feste al parco: niente coriandoli e palloncini di plastica
Nei parchi saranno vietati i coriandoli e i palloncini di plastica o di materiali non biodegradabili. Secondo i tecnici del Comune, i coriandoli di plastica non si degradano e, se non vengono raccolti, diventano microplastiche.
Prati fioriti e cani
Le aree con sfalcio ridotto, dove l’erba si taglia meno spesso, e i prati fioriti diventano permanenti. In queste aree gli animali non potranno entrare.
I Municipi potranno inoltre stabilire zone dei parchi o aree verdi di pregio vietate ai cani. Le nuove aree cani dovranno stare ad almeno 50 metri dalle case e avere fontanelle o punti d’acqua. Secondo MilanoToday, quest’ultimo obbligo varrà solo dove è tecnicamente possibile.
Le posizioni in Consiglio
Il centrodestra ha criticato diverse norme. Samuele Piscina, consigliere comunale della Lega, ha parlato di «fanatismo ideologico spacciato per ecologia». Secondo Piscina, per i palloncini e i coriandoli sono previste multe da 40 a 240 euro, e le regole su distanze e punti d’acqua renderanno «praticamente impossibile» realizzare nuove aree cani dove manca la rete idrica. Ha annunciato emendamenti in Consiglio comunale.
Marco Cagnolati, consigliere di Fratelli d’Italia, ha proposto di intervenire prima sulla sicurezza delle aree cani esistenti, che secondo lui hanno in molti casi «recinzioni troppo basse, cancelli inadeguati e carenze nella manutenzione».
I prossimi passi
Secondo MilanoToday, il Consiglio comunale dovrebbe votare le modifiche entro una o due settimane. Subito dopo toccherà al Piano del Verde, che tornerà in Giunta dopo le osservazioni raccolte con la Valutazione ambientale strategica.
La domanda per il futuro sindaco
Milano ha circa 250.000 alberi censiti e parchi usati in modi molto diversi: da chi ci porta il cane a chi ci festeggia un compleanno. Chi guiderà la città dovrà decidere come far convivere la tutela del verde con i servizi chiesti dai cittadini, e con quali risorse curare e controllare alberi, prati e aree cani in tutti i quartieri.
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FONTI: MilanoToday, quindicinews.it, ecodallecitta.it, milanopost.info


