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Ambiente

Lo studentato che non è mai nato. Alla Comasina, un cantiere fermo da dieci anni.

Cantiere abbandonato Comasina Milano — studentato mai nato

𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨, 𝐚𝐩𝐫𝐢𝐥𝐞 𝟐𝟎𝟐𝟔. 𝐈𝐧 𝐯𝐢𝐚 𝐁𝐞𝐫𝐧𝐚𝐫𝐝𝐢𝐧𝐨 𝐝𝐚 𝐍𝐨𝐯𝐚𝐭𝐞 𝟐, 𝐪𝐮𝐚𝐫𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐂𝐨𝐦𝐚𝐬𝐢𝐧𝐚, 𝐞𝐬𝐢𝐬𝐭𝐞 𝐮𝐧 𝐞𝐝𝐢𝐟𝐢𝐜𝐢𝐨 𝐜𝐡𝐞 𝐝𝐨𝐯𝐞𝐯𝐚 𝐝𝐢𝐯𝐞𝐧𝐭𝐚𝐫𝐞 𝐮𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐮𝐝𝐞𝐧𝐭𝐚𝐭𝐨 𝐮𝐧𝐢𝐯𝐞𝐫𝐬𝐢𝐭𝐚𝐫𝐢𝐨. 𝐈𝐥 𝐩𝐫𝐨𝐠𝐞𝐭𝐭𝐨 𝐫𝐢𝐬𝐚𝐥𝐞 𝐚𝐥 𝟐𝟎𝟎𝟕. 𝐈𝐥 𝐜𝐚𝐧𝐭𝐢𝐞𝐫𝐞 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐟𝐞𝐫𝐦𝐚𝐭𝐨 𝐧𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟏𝟓. 𝐍𝐞𝐥 𝟐𝟎𝟐𝟒 𝐬𝐨𝐧𝐨 𝐬𝐭𝐚𝐭𝐞 𝐝𝐞𝐦𝐨𝐥𝐢𝐭𝐞 𝐬𝐭𝐫𝐮𝐭𝐭𝐮𝐫𝐞 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐢𝐜𝐡𝐞 𝐜𝐡𝐞 𝐩𝐨𝐭𝐞𝐯𝐚𝐧𝐨 𝐞𝐬𝐬𝐞𝐫𝐞 𝐫𝐞𝐜𝐮𝐩𝐞𝐫𝐚𝐭𝐞. 𝐏𝐨𝐢 𝐭𝐮𝐭𝐭𝐨 𝐬𝐢 𝐞̀ 𝐛𝐥𝐨𝐜𝐜𝐚𝐭𝐨 𝐝𝐢 𝐧𝐮𝐨𝐯𝐨. 𝐎𝐠𝐠𝐢 𝐪𝐮𝐞𝐥𝐥’𝐚𝐫𝐞𝐚 𝐞̀ 𝐮𝐧 𝐯𝐮𝐨𝐭𝐨 𝐮𝐫𝐛𝐚𝐧𝐨.

𝐂𝐨𝐦’𝐞̀ 𝐢𝐧𝐢𝐳𝐢𝐚𝐭𝐚

Il progetto fa parte di un appalto da 70 milioni di euro dell’Università degli Studi di Milano-Bicocca, che comprende tre residenze studentesche in zone diverse della città. Quella alla Comasina è denominata U52, in via Bernardino da Novate 2.

L’idea era semplice: realizzare alloggi per studenti in un quartiere periferico del nord di Milano, collegato dalla metropolitana M3 con il capolinea Comasina. Un intervento utile in una città dove la carenza di posti letto per universitari è cronica — oggi a Milano ci sono circa 14.500 posti disponibili a fronte di un fabbisogno stimato di 45.000.

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐞̀ 𝐚𝐧𝐝𝐚𝐭𝐨 𝐬𝐭𝐨𝐫𝐭𝐨

Il cantiere parte, poi si ferma. Poi riparte, poi si ferma di nuovo. Le cause si accumulano nel tempo: ritardi burocratici, problemi di finanziamento, bonifica del terreno, stop amministrativi.

Dal 2015 il cantiere è sostanzialmente fermo. Letteralmente inghiottito dal degrado, come documenta Urbanfile nell’aprile 2026.

Nel 2024 arriva il colpo più controverso: vengono demolite strutture storiche presenti nell’area che, secondo esperti e osservatori locali, avrebbero potuto essere recuperate. La demolizione avviene. Poi tutto si blocca di nuovo — quando ormai era troppo tardi per tornare indietro. Il risultato è un vuoto urbano: né le strutture storiche, né lo studentato.

𝐃𝐨𝐯𝐞 𝐞̀ 𝐚𝐫𝐫𝐢𝐯𝐚𝐭𝐚 𝐥𝐚 𝐬𝐢𝐭𝐮𝐚𝐳𝐢𝐨𝐧𝐞

L’Università Bicocca ha riconosciuto il problema pubblicamente. Il prorettore per il Diritto allo studio ha dichiarato che l’ateneo ha tentato di ottenere finanziamenti statali attraverso la legge 338/2000, che prevede il cofinanziamento pubblico al 75% per le residenze universitarie. Il finanziamento non è stato ottenuto.

A quel punto l’università ha valutato due strade: completare lo studentato con fondi propri, oppure restituire l’area al Comune per un utilizzo in partnership pubblico-privata, destinando il 30% dei posti agli studenti con reddito basso.

Ad aprile 2026 nessuna delle due strade ha ancora prodotto risultati concreti. L’area è ferma.

𝐈𝐥 𝐩𝐚𝐫𝐚𝐝𝐨𝐬𝐬𝐨 𝐦𝐢𝐥𝐚𝐧𝐞𝐬𝐞

La storia dello studentato alla Comasina si inserisce in un paradosso più ampio che riguarda tutta Milano. La città ha un fabbisogno enorme di posti letto per studenti universitari — oltre 190.000 iscritti, quasi la metà fuori sede — e allo stesso tempo accumula cantieri bloccati che avrebbero dovuto rispondere esattamente a questo bisogno.

Nel frattempo, il mercato privato ha riempito il vuoto con prezzi spesso fuori dalla portata degli studenti meno abbienti: stanze tra i 600 e i 1.000 euro al mese nella maggior parte dei casi.

𝐂𝐨𝐬𝐚 𝐬𝐮𝐜𝐜𝐞𝐝𝐞𝐫𝐚̀

Non esiste una data di risoluzione per via Bernardino da Novate 2. L’università sta cercando fondi propri per completare lo studentato, ma senza un finanziamento pubblico i tempi sono incerti. L’alternativa — cedere l’area a un privato — richiede procedure lunghe e non è ancora stata avviata formalmente.

Nel quartiere Comasina resta un’area degradata, ferma da un decennio, che ricorda ogni giorno ai residenti cosa avrebbe potuto essere e non è diventato.

𝐌𝐢𝐥𝐚𝐧𝐨𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞 𝐬𝐞𝐠𝐮𝐞 𝐥𝐚 𝐜𝐚𝐦𝐩𝐚𝐠𝐧𝐚 𝐩𝐞𝐫 𝐥𝐞 𝐞𝐥𝐞𝐳𝐢𝐨𝐧𝐢 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐚𝐥𝐢 𝟐𝟎𝟐𝟕. 𝐋𝐚 𝐜𝐢𝐭𝐭𝐚̀ 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞. 𝐋’𝐢𝐧𝐭𝐞𝐫𝐞𝐬𝐬𝐞 𝐜𝐨𝐦𝐮𝐧𝐞.

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