Approfondimenti indipendenti · milanocomune.it
In diretta Elezioni comunali Milano · Primavera 2027 — data in via di definizione
Candidati

Lisa vs Comune: guerra aperta in Galleria.

Lisa vs Comune Milano — Galleria Vittorio Emanuele Leonardo3 2026

Milano, 8 giugno 2026. Quello che era un contenzioso amministrativo tra un imprenditore e il Comune di Milano è diventato in pochi giorni uno scontro politico a tutto campo. Al centro: gli spazi del Museo Leonardo3 in Galleria Vittorio Emanuele II, le dichiarazioni del sindaco Sala in diretta radio, una minaccia di querela per diffamazione e una nota ufficiale del Comune. Le versioni dei fatti sono opposte. E la vicenda si complica.


Come è iniziata

Venerdì 5 giugno, durante la trasmissione “Un giorno da pecora” su Rai Radio 1 — la stessa in cui aveva parlato del suo futuro — il sindaco Giuseppe Sala ha toccato anche il caso Lisa. Lo ha fatto con parole precise: ha detto che Lisa “non ha pagato l’affitto” negli spazi in Galleria, che ci sarebbero “abusi documentati” e ha aggiunto un vago “eccetera eccetera” che ha lasciato intendere l’esistenza di ulteriori contestazioni.

Lisa ha risposto lo stesso giorno: ha smentito le accuse, ha chiesto una rettifica pubblica e ha annunciato che, in mancanza di scuse, avrebbe proceduto con una querela per diffamazione.


La nota del Comune del 7 giugno

Il 7 giugno il Comune ha pubblicato una nota ufficiale per difendere le parole del sindaco. Il contenuto è preciso e articolato su tre punti.

Primo: Lisa utilizza gli spazi in Galleria come sub-concessionario, in violazione del divieto di subconcessione previsto dal contratto originario. Ne consegue, secondo il Comune, che Lisa non ha rapporti diretti con Palazzo Marino — i suoi rapporti sono con il concessionario principale, non con il Comune.

Secondo: il titolare della concessione — non Lisa direttamente — ha un debito significativo per i canoni dovuti al Comune.

Terzo: nei locali sono state accertate violazioni della normativa antincendio e opere edilizie non approvate dall’amministrazione. Circostanze che, sostiene il Comune, trovano riscontro in una sentenza del TAR Lombardia del 2025.


La controreplica di Lisa

La risposta di Lisa è arrivata in poche ore ed è altrettanto precisa.

Sul primo punto — la morosità — Lisa sostiene che Leonardo3 non ha mai avuto morosità dirette nei confronti del Comune. La controversia sui canoni, precisa, riguarda esclusivamente il rapporto tra il Comune e la società concessionaria degli spazi, non lui.

Sul secondo punto — la sentenza del TAR — Lisa evidenzia un dettaglio che il Comune non aveva citato nella sua nota: quella sentenza è stata sospesa dal Consiglio di Stato. Citarla senza precisarlo, sostiene Lisa, dà una rappresentazione parziale della situazione.

Poiché Sala non ha rettificato né chiesto scusa, Lisa ha confermato: procederà con la querela per diffamazione.


Il nodo tecnico

La questione giuridica al centro dello scontro è tecnica ma rilevante. Lisa opera in Galleria come sub-concessionario — cioè affitta gli spazi da un soggetto che a sua volta li ha ottenuti dal Comune in concessione. Questo significa che i rapporti contrattuali e le eventuali morosità nei confronti del Comune riguardano il concessionario principale, non Lisa direttamente.

Il Comune sostiene che proprio questa struttura — la sub-concessione — è irregolare perché vietata dal contratto originario.

Lisa risponde che Leonardo3 esiste in quegli spazi da tredici anni su quella base contrattuale, e che la controversia non lo riguarda direttamente.

Chi ha ragione lo decideranno i tribunali. Al momento la sentenza del TAR che avallava la posizione del Comune è sospesa dal Consiglio di Stato — il procedimento è quindi ancora aperto.


Perché conta per le elezioni 2027

Massimiliano Lisa è il primo candidato ufficiale alle comunali 2027. Lo scontro con Sala — il sindaco uscente — avviene in pubblico, con accuse precise, note ufficiali e una querela annunciata.

Per Lisa lo scontro è un elemento della sua narrazione politica: si presenta come il candidato che ha osato criticare il sistema e che per questo viene attaccato. “A Milano chi critica viene messo a tacere”, ha dichiarato in precedenza.

Per il Comune la vicenda è amministrativa, non politica: ci sono atti, sentenze e violazioni documentate.

Il confine tra le due letture è esattamente il campo su cui si giocherà una parte della campagna elettorale.


Milanocomune segue la campagna per le elezioni comunali 2027. La città comune. L’interesse comune.