Il 30 settembre è stata inaugurata al Portello, nel Municipio 8, la nuova area pedonale tra via Gattamelata, via Faravelli e piazzale Stefano Türr. È la più grande piazza scolastica della città. Per chi la sostiene è uno spazio sicuro davanti alle scuole. Per chi la critica significa parcheggi persi e traffico deviato nelle vie intorno.
La nuova piazza
L’area pedonale è stata inaugurata nel pomeriggio di mercoledì 30 settembre. Copre il tratto tra via Gattamelata, via Faravelli e piazzale Stefano Türr, davanti al plesso scolastico del quartiere. Con circa 5.000 metri quadrati è la piazza scolastica più grande di Milano.
Cosa sono le piazze scolastiche
Le piazze scolastiche fanno parte del programma del Comune chiamato “Piazze aperte”. Si chiude al traffico una strada o un incrocio davanti a una scuola e lo si trasforma in uno spazio pedonale, con panchine, tavoli, piante in vaso e pittura a terra. Si parla di “urbanistica tattica”: interventi veloci e poco costosi, che si possono modificare o rendere definitivi in un secondo momento.
L’obiettivo dichiarato è rendere più sicuri l’ingresso e l’uscita dei ragazzi e creare un luogo di ritrovo per il quartiere. A maggio 2025 il Comune contava già trenta piazze scolastiche e oltre sessanta piazze aperte in tutta la città.
Le critiche
Non tutti nel quartiere hanno accolto il progetto con favore. Durante i lavori preparatori un articolo di Libero ha riportato code nelle vie intorno, nella zona tra piazza Firenze, via Teodorico e viale Scarampo, già alla prima chiusura di un tratto di via Faravelli.
Il punto più discusso sono i parcheggi: secondo la stessa ricostruzione, la piazza comporta la perdita di 187 posti auto. I critici temono anche che, come in altre piazze tattiche, lo spazio resti poco frequentato fuori dagli orari scolastici.
La domanda per il futuro sindaco
Le piazze aperte sono uno dei simboli dell’amministrazione Sala, e dividono. C’è chi le vede come spazi restituiti a pedoni e bambini, e chi come parcheggi tolti e traffico spostato altrove. Il prossimo sindaco dovrà decidere se proseguire il programma, cambiarlo o fermarlo.
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FONTI: blog.urbanfile.org, liberoquotidiano.it, Il Giorno


