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All’Isola gli inquilini di 13 palazzi popolari mandano una diffida legale a Comune e MM

cortile di un palazzo di case popolari all'isola di milano con muri segnati da muffa e intonaco rovinato

Immagine generata con intelligenza artificiale

Muffa, acqua che scende dai soffitti, ascensori fermi, cantine aperte a chiunque. All’Isola gli inquilini di tredici palazzi popolari hanno scelto la via legale: una diffida al Comune e a MM, la società comunale che gestisce le case popolari. Chiedono lavori, un piano di interventi e i documenti sugli appalti. Il Comune risponde che il dialogo con il comitato è costante.

Chi ha firmato e dove

La diffida è stata firmata dagli inquilini di tredici palazzi del quartiere Isola. Sono quelli ai civici 2, 4, 5, 6, 12 e 14 di via Borsieri, al 3 di via Confalonieri, ai civici 26, 28, 30 e 32 di via Volturno, all’1 di via Pastrengo e all’11 di via Quadrio. La maggior parte fa capo al Comitato Isola Case Popolari.

Il documento è stato inviato al Comune di Milano, all’assessorato alla Casa e a MM, la società controllata da Palazzo Marino che dal 2014 gestisce le case popolari di proprietà comunale al posto di Aler. La diffida, firmata dall’avvocata Veronica Dini, è di 21 pagine. Il comitato l’ha accompagnata con un report di 69 pagine pieno di fotografie.

Cosa denunciano gli inquilini

L’elenco dei problemi è lungo. Negli appartamenti ci sono muffa e infiltrazioni, e in alcuni casi l’acqua scende dai soffitti. Gli ascensori sono spesso fuori uso, con disagi soprattutto per anziani e persone con disabilità. Cancelli e accessi ai palazzi non funzionano. Cantine e locali dei rifiuti sono degradati e facilmente raggiungibili da estranei, e il verde è poco curato.

C’è anche un caso particolare: gli inquilini continuano a ricevere i bollettini per i posti auto, anche se da anni non li possono usare a causa dei cantieri.

Cosa chiedono

Il punto centrale riguarda gli appalti. Negli ultimi anni MM ha assegnato diversi lavori di manutenzione, anche importanti. Secondo gli inquilini, però, le condizioni dei palazzi non lo dimostrano. Per questo hanno chiesto i documenti sugli appalti e sui controlli previsti dopo i lavori, ma riferiscono di averli ricevuti solo in pochi casi. Hanno chiesto anche le certificazioni di sicurezza degli alloggi previste dalla legge, con risultati migliori ma non sufficienti.

Con la diffida chiedono al Comune e a MM di fare al più presto i lavori di manutenzione ordinaria e straordinaria, di programmare gli interventi e di controllarne i risultati. Secondo il Giorno è un’iniziativa senza precedenti a Milano.

La risposta del Comune

L’assessore all’Edilizia residenziale pubblica, Fabio Bottero, ha risposto che Comune e MM sono in dialogo costante con il comitato. Ha spiegato che le segnalazioni raccolte negli incontri, anche recenti, servono a individuare le situazioni più urgenti e a programmare interventi mirati, nel rispetto dei tempi e delle procedure. Ha aggiunto di credere nel valore dei comitati di inquilini e di voler proseguire sulla strada del confronto.

La domanda per il futuro sindaco

Il Comune possiede decine di migliaia di case popolari e ne affida la gestione a MM. Chi guiderà la città dovrà decidere come garantire la manutenzione di questi palazzi, come controllare che i soldi spesi negli appalti si traducano in lavori visibili e come rendere più rapide e trasparenti le risposte agli inquilini.

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FONTI: Il Giorno