Milano, giugno 2026. Si chiama Marina Brambilla. Ha 52 anni. Da ottobre 2024 è rettrice dell’Università Statale di Milano — la prima donna in cento anni di storia dell’ateneo. Da marzo 2026 il suo nome circola come possibile candidata sindaco del centrodestra. Lei ha detto no. Forza Italia non ha ritirato il nome.
Chi è
Milanese, nata nel 1973. Laureata in Lingue e Letterature Straniere allo IULM, dottorato in Linguistica tedesca all’Università di Pavia. Dal 2004 docente alla Statale, dove insegna linguistica conversazionale, sociolinguistica e linguaggio politico-istituzionale. Dal 2018 prorettrice ai servizi per la didattica. Ad aprile 2024, nel centenario dell’ateneo, viene eletta rettrice con 1.652 preferenze contro le 645 dell’altro candidato — una vittoria netta. Rimarrà in carica fino al 30 settembre 2030. È la prima donna a guidare la Statale in cento anni di storia.
Con lei, tutti e tre i grandi atenei pubblici milanesi sono guidati da donne: Donatella Sciuto al Politecnico, Giovanna Iannantuoni alla Bicocca. Un primato che Milano condivide con poche altre città europee.
Come è finita nel toto-nomi
L’8 marzo 2026, alla Fondazione Rovati di corso Venezia, Forza Italia organizza un convegno dal titolo “Milano. Una storia che riparte”. Sul palco sfilano trenta relatori — rettori, imprenditori, economisti. A metà mattina Letizia Moratti, presidente della Consulta nazionale di Forza Italia ed ex sindaca di Milano, lancia una frase sibillina: “Tra i trenta illustri relatori presenti oggi c’è il candidato sindaco di Forza Italia. A voi scoprirlo.”
Gli indizi portano dritti a Marina Brambilla, seduta in prima fila. Il coordinatore lombardo di FI Alessandro Sorte conferma: “Letizia ha ragione, qui c’è il nostro candidato sindaco.” L’ex sindaco Gabriele Albertini, presente in sala, commenta: “La Brambilla è una donna che stimo. Qualora si facesse il suo nome, non credo che ci saranno obiezioni dal centrodestra. Va verificata la sua disponibilità.”
Cosa ha risposto lei
Brambilla esclude la candidatura citando il mandato da rettrice, che durerà fino al 2030. Non è una smentita sfumata — è un no esplicito, motivato da un impegno istituzionale già assunto. Non ha lasciato spiragli.
Come la guardano i partiti
Forza Italia non ha ritirato il nome. Tajani, che pure ha bocciato la candidatura di Lupi definendola “un regalo alla sinistra”, ha indicato il profilo ideale del centrodestra come “un civico capace di parlare a un elettorato più largo”. Brambilla corrisponde a quell’identikit. La Lega osserva. Fratelli d’Italia, che sostiene Lupi, non ha commentato. Fontana ha ricordato più volte che “il centrodestra è in ritardo” nella scelta del candidato — un modo per tenere aperte tutte le porte.
La posizione di Brambilla è nota: ha detto no. Ma il centrodestra non ha ancora un candidato ufficiale. E a Milano, in questa campagna, i “no” hanno già una storia di diventare “ne riparliamo”.
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FONTI: https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/forza-italia-candidato-sindaco-ynbsisrr, https://www.ilgiornaleditalia.it/news/politica/774252/chi-e-marina-brambilla-rettrice-delluniversita-statale-lanciata-da-fi-come-candidata-a-elezioni-comunali-di-milano-2027.html, https://www.milanocittastato.it/news/il-candidato-sindaco-e-in-questa-sala-si-amplia-la-rosa-dei-possibili-nomi-per-palazzo-marino/, https://www.affaritaliani.it/milano/milano-2027-qui-ce-il-nostro-candidato-la-fuga-in-avanti-di-forza-italia-agita-il-centrodestra.html



