L’ex procuratrice aggiunta di Milano, che aveva coordinato l’inchiesta sull’urbanistica, rinuncia al ruolo di vicesindaco nella lista civica di Massimiliano Lisa dopo mesi di polemiche legate alla sua passata professione. Tra le voci critiche, anche quelle del sindaco Sala e del leader della Lega Salvini.
Il passo indietro di Siciliano
Tiziana Siciliano, ex procuratrice aggiunta di Milano, ha ritirato la propria disponibilità a candidarsi con la lista civica “Milano Libera”, guidata da Massimiliano Lisa, dove il suo nome era stato associato al possibile ruolo di vicesindaco. La notizia è stata riportata dal sito Open, che ha visionato una lettera di Siciliano, in pensione da fine 2025 dopo quarant’anni in magistratura. Nel testo, l’ex pm spiega: “Avevo messo in conto di poter essere coinvolta nelle normali polemiche, anche le più aggressive, delle campagne elettorali, ma i gravi attacchi a base di falsità e insinuazioni legati alla mia passata professione, seguiti alla sola dichiarazione di disponibilità, mi hanno imposto una riflessione”. Siciliano ha precisato di aver fatto un passo indietro anche “per evitare che si gettino ombre sul lavoro dei miei ex colleghi” e di non voler “coinvolgere in malsane polemiche l’istituzione di cui sono onorata di avere fatto parte per 40 anni”.
Una carriera di alto profilo, e l’inchiesta sull’urbanistica
Nel corso della sua carriera, Siciliano ha seguito alcuni dei processi più noti degli ultimi anni a Milano: dal caso Ruby al processo sulla clinica Santa Rita, dal disastro ferroviario di Pioltello del 2018 al processo a Marco Cappato per il caso Dj Fabo. Prima di andare in pensione, ha coordinato anche la maxi-inchiesta sull’urbanistica milanese, di cui questo sito ha più volte scritto, che aveva coinvolto anche il sindaco Giuseppe Sala, iscritto nel registro degli indagati nell’ambito del procedimento. Va ricordato, per correttezza informativa, che il primo processo scaturito da quell’inchiesta si è concluso con l’assoluzione piena di tutti gli imputati, e che, secondo il principio del garantismo che guida questa testata, ogni indagato resta innocente fino a sentenza definitiva.
Le critiche di Sala e Salvini
La candidatura di Siciliano, annunciata a maggio, aveva scatenato polemiche fin dall’inizio. Lo stesso sindaco Sala aveva commentato che “una parte della procura fa politica”. Ancora più diretto il leader della Lega Matteo Salvini: “È incredibile che adesso si tolga la maglietta da pm e si metta quella da politico per candidarsi in Comune. Mi sembra veramente surreale”. Anche il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana aveva condiviso pubblicamente perplessità sulla candidatura.
La reazione di Lisa
Il candidato sindaco Massimiliano Lisa ha commentato la decisione con una nota pubblica, definendola non “una normale rinuncia politica” e sottolineando come Siciliano non abbia cambiato idea sul progetto, sul programma o sulla sua candidatura a sindaco. Lisa ha aggiunto: “Oggi, a mio giudizio, perde Milano. Perde la possibilità di valutare una donna che voleva mettere la propria esperienza istituzionale al servizio della città”. Il candidato ha inoltre posto una domanda più generale: “Che cosa accade alla nostra democrazia quando il clima attorno a una candidatura induce una persona a rinunciare prima che gli elettori possano giudicarla?”. Milano Libera resterà comunque in corsa per le comunali del 2027, con Lisa candidato sindaco, ma dovrà ora individuare un nuovo profilo per il ruolo di vicesindaco.
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FONTI: Il Post, Open, Il Giorno, fanpage.it, MilanoToday


