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Ambiente

Data center, oltre mille persone in piazza della Scala: i comitati chiedono uno stop alle nuove autorizzazioni

Manifestazione dei comitati contro i data center in piazza della Scala a Milano

Immagine generata con intelligenza artificiale

Il 7 ottobre avevamo annunciato la manifestazione contro i nuovi data center convocata in piazza della Scala. Sabato 10 ottobre la piazza si è riempita: oltre mille persone e i rappresentanti di 40 comitati civici, quasi tutti dei comuni intorno a Milano. Chiedono di fermare le nuove autorizzazioni e di valutare l’impatto degli impianti su tutta l’area, non progetto per progetto. Intanto la Regione Lombardia annuncia una legge più severa.

Chi c’era

La manifestazione si è svolta nel pomeriggio di sabato 10 ottobre, davanti a Palazzo Marino. Secondo Il Giorno, i partecipanti erano oltre un migliaio, con i rappresentanti di 40 comitati “No data center”. Sono arrivate adesioni anche dalla provincia di Pavia e dal Piemonte.

Erano presenti comitati di molti comuni dell’area metropolitana, tra cui Rho, Bollate, Settimo Milanese, Peschiera Borromeo, Cesate, Cesano Boscone, Abbiategrasso, Magenta, Vittuone, Sedriano, Siziano e Lacchiarella. Tra i portavoce c’erano Mario Fritella, della Rete No Data Center e del Comitato del Rhodense, e Francesca Paganini, del comitato Cesate non Tace.

Cosa chiedono i comitati

La richiesta principale è una moratoria, cioè uno stop temporaneo alle nuove autorizzazioni, per avere il tempo di valutarne l’impatto. Le altre richieste:

– valutare l’effetto degli impianti sommato su tutta l’area, non un progetto alla volta;
– rivedere la legge lombarda sui data center;
– aprire un confronto su una legge e un piano nazionali;
– sostenere i Comuni, spesso piccoli, nelle trattative con le grandi aziende del settore;
– ascoltare i cittadini prima di decidere.

I numeri

In Lombardia sono attivi 67 data center. Secondo i dati riportati da Il Giorno, il 60% delle richieste di autorizzazione per nuovi impianti in regione riguarda la provincia di Milano.

Cosa dicono Regione e Governo

A giugno Regione Lombardia ha approvato una legge che incentiva la costruzione di data center sulle aree industriali dismesse. L’assessore regionale Massimo Sertori ha annunciato che entro un mese la norma sarà resa più severa.

A livello nazionale, il Governo ha dichiarato 10 campus di data center di “preminente interesse strategico nazionale”. È una qualifica che serve a rendere più veloce l’iter delle autorizzazioni.

La domanda per il futuro sindaco

Il sindaco di Milano è anche, di diritto, sindaco della Città metropolitana, l’ente che coordina i 133 comuni dell’area. Molti dei nuovi data center sorgono proprio lì. Chi guiderà la città dovrà decidere quale ruolo vuole avere su questi impianti, che sono infrastrutture per l’economia digitale e allo stesso tempo consumano energia, acqua e suolo. Dovrà decidere anche come coordinare le scelte dei singoli comuni con quelle di Regione e Governo.

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FONTI: Il Giorno, Il Giorno, Data center, sabato la protesta arriva in piazza della Scala. I comitati chiedono di fermare le nuove autorizzazioni