Dopo le due giornate di scontri del 17 e 18 ottobre in centro, il Consiglio dei ministri ha approvato ieri sera un decreto sulla sicurezza. Ci sono 500 militari in più per Milano, un nuovo reato per chi usa la violenza durante le manifestazioni e regole più severe per i minorenni. Una parte del testo, quella sui poteri dei militari, è stata tolta prima dell’approvazione. Intanto in città cresce l’attenzione per sabato 24 ottobre.
500 militari in più, ma senza poteri di arresto
Il decreto rafforza a Milano l’operazione “Strade Sicure”, con cui l’Esercito affianca polizia e carabinieri nel controllo del territorio. Arrivano 500 militari in più, che resteranno fino alla fine dell’anno.
Nelle prime bozze i militari avevano anche poteri di polizia giudiziaria, cioè potevano fermare e arrestare le persone. Questa parte è stata tolta. Secondo Open e Fanpage la decisione è arrivata dopo un confronto con il Quirinale, per dubbi di costituzionalità e per tutelare il ruolo di polizia e carabinieri. I militari restano con i compiti già previsti da Strade Sicure: possono identificare le persone e, in alcuni casi, fare perquisizioni. Non possono arrestare.
Un nuovo reato per chi usa la violenza nei cortei
Il decreto introduce il reato di “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”. Riguarda chi partecipa a un gruppo organizzato di almeno cinque persone che compie violenze durante una manifestazione. La pena va da 2 a 5 anni di carcere, con una multa da 10mila a 20mila euro, e aumenta se la persona ha il volto coperto, attacca beni o servizi pubblici o ferisce qualcuno.
Ci sono altre novità:
– danneggiamenti di gruppo: la pena aumenta da un terzo alla metà, con l’arresto possibile anche nelle 48 ore successive al fatto (la cosiddetta flagranza differita);
– chi organizza, promuove o istiga le violenze, anche attraverso chat e social, rischia da 4 a 12 anni;
– lesioni agli agenti: le indagini partiranno anche senza una denuncia della persona ferita.
Minorenni e genitori
Una parte importante del decreto riguarda i ragazzi. Molti dei giovani portati in Questura nei giorni degli scontri erano minorenni. Le misure principali:
– imputabilità: per i ragazzi dai 14 anni in su si presume che siano in grado di capire quello che fanno, salvo prova contraria;
– arresto differito: anche i minorenni possono essere arrestati nelle 48 ore successive al fatto, sulla base di video e fotografie. La presidente del Consiglio Giorgia Meloni aveva annunciato anche un fermo preventivo per i minorenni: nel testo pubblicato è previsto un trattenimento per chi, durante i controlli nei luoghi affollati, dà fondato motivo di poter commettere azioni pericolose;
– divieto di ritrovarsi: il questore può vietare per un anno, anche ai ragazzi dai 14 anni, di ritrovarsi con determinate persone in certi luoghi e orari, se fanno parte di gruppi che hanno avuto comportamenti violenti o intimidatori.
I genitori di un minorenne che partecipa a devastazioni, saccheggi o violenze organizzate rischiano una sanzione da 500 a 1.000 euro, da 1.000 a 2.000 se il fatto si ripete. Per i danni a beni pubblici, il prefetto potrà chiedere il pagamento direttamente ai genitori.
Le reazioni
Le opinioni dei partiti sono diverse:
– Movimento 5 Stelle: parla di “militarizzazione” dell’ordine pubblico.
– Avs: aveva criticato l’idea di dare ai militari poteri di polizia giudiziaria, poi tolta.
– Azione: chiede che il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi riferisca in Parlamento.
– Futuro Nazionale: Roberto Vannacci chiedeva invece poteri di polizia per i militari e uno “scudo penale” per gli agenti.
– Il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva sostenuto che, per avere senso, i militari avrebbero dovuto poter “agire come le forze di polizia”.
Il sindaco Giuseppe Sala, nei giorni scorsi, ha detto che la risposta agli scontri “non può essere solo un problema di repressione, assolutamente no”.
Gli occhi su sabato
Oggi in Prefettura è in programma una riunione con il ministro Piantedosi, il capo della Polizia e i vertici delle Procure di Milano. La preoccupazione è per sabato 24 ottobre. “Abbiamo una preoccupazione su sabato in particolare”, ha detto Sala.
Secondo Il Giorno, sono previsti presidi preventivi tra San Babila, Duomo e Castello, in Porta Venezia e in Garibaldi. È previsto anche il controllo dei social, Telegram e TikTok, dove sono circolati gli inviti a scendere in piazza.
Il decreto è un decreto legge: entra in vigore con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale e il Parlamento deve convertirlo in legge entro 60 giorni. In quel passaggio il testo può ancora cambiare.
La domanda per il futuro sindaco
Chi guiderà Milano dal 2027 si troverà a gestire una città dove la sicurezza delle piazze è tornata al centro del dibattito. Ordine pubblico ed Esercito dipendono dallo Stato. Al Comune restano però scelte che pesano: la polizia locale, i servizi per i giovani, i rapporti con le scuole e con i quartieri da cui arrivano molti dei ragazzi scesi in piazza. La domanda è come tenere insieme la risposta immediata alla violenza e il lavoro di lungo periodo con chi oggi si sente escluso dalla città.
Aggiornamento del 24 ottobre
Il decreto è in vigore. Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha firmato il decreto, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 22 ottobre come decreto legge n. 190. È in vigore dal 23 ottobre. Il Parlamento ha 60 giorni per convertirlo in legge.
Cosa prevede il testo definitivo. Abbiamo corretto l’articolo sulla base del testo pubblicato in Gazzetta Ufficiale, che precisa alcuni punti rispetto alle prime ricostruzioni. In sintesi:
- il nuovo reato si chiama “violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche”. Riguarda chi partecipa a un gruppo organizzato di almeno cinque persone. La pena va da 2 a 5 anni di carcere, con una multa da 10mila a 20mila euro. Per chi organizza o istiga, anche attraverso chat e social, la pena va da 4 a 12 anni;
- i danneggiamenti di gruppo: la pena aumenta da un terzo alla metà;
- i genitori: se un figlio minorenne partecipa a devastazioni, saccheggi o violenze organizzate, i genitori rischiano una sanzione da 500 a 1.000 euro, che sale da 1.000 a 2.000 euro se il fatto si ripete. Non la pagano se dimostrano di non aver potuto impedire il fatto. Per i danni a beni pubblici il prefetto può chiedere loro anche il risarcimento;
- i minorenni: dai 14 anni si presume che siano in grado di capire quello che fanno, salvo prova contraria. Possono essere arrestati anche nelle 48 ore successive al fatto, sulla base di video e fotografie;
- i divieti del questore: il questore può vietare per un anno a chi fa parte di gruppi violenti o intimidatori, anche dai 14 anni, di ritrovarsi con determinate persone in certi luoghi e in certi orari;
- i militari: i 500 militari in più restano a Milano fino al 31 dicembre, con funzioni di agenti di pubblica sicurezza e senza poteri di polizia giudiziaria. Lo stanziamento è di circa 4,9 milioni di euro.
La discussione sui militari. Il giorno della firma, il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini ha detto che i militari potranno “intervenire in caso di necessità”, anche con i mezzi blindati Lince. Il ministro della Difesa Guido Crosetto ha invece lamentato, in un messaggio sui social, che i soldati non possono usare né spray urticante né taser, e per bloccare una persona hanno solo fascette in velcro. Secondo ANSA, il ministero dell’Interno non ha risposto. Domenico Pianese, del sindacato di polizia Coisp, ha osservato che dare un taser a un soldato non lo prepara a gestire una piazza.
I ragazzi fermati domenica 18. Secondo ANSA, dei 24 minorenni coinvolti negli scontri di domenica 18 ottobre, 3 restano in carcere e 21 sono stati affidati ai domiciliari o a una comunità. Dei maggiorenni arrestati lo stesso giorno, il giudice ne ha lasciati due in carcere; il terzo è ai domiciliari con il braccialetto elettronico. Sono misure cautelari, non condanne: fino a una sentenza definitiva ciascuno è innocente.
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Cosa propongono i candidati: confronto dei programmi
FONTI: Open, fanpage.it, Il Fatto Quotidiano, lapresse.it, Il Giorno


