Dopo i due giorni di scontri del 17 e 18 ottobre, Milano si prepara a un sabato ad alta tensione. Sui social circolano inviti a tornare in piazza Duomo, ma il gruppo che aveva organizzato il primo corteo ha detto che non parteciperà. In centro ci saranno controlli rafforzati e i primi militari arrivati con il decreto del governo. Ecco cosa si sa, cosa è vietato e cosa può cambiare per chi deve muoversi in città.
Chi ha convocato cosa
Per sabato 24 ottobre non ci sono cortei autorizzati in centro. Questi sono gli appuntamenti noti:
– Movimento 17 ottobre. Il gruppo nato dopo il primo corteo ha fatto circolare nelle chat un appuntamento in piazza Duomo alle 15. Secondo Affaritaliani, l’iniziativa non è stata comunicata alla Questura. Gli amministratori dei canali del movimento non sono identificati.
– Italia in piazza. Il gruppo che aveva convocato la manifestazione contro il carovita del 17 ottobre ha deciso di non partecipare. “Non è il momento”, ha detto a Il Giorno il suo rappresentante milanese: chi vorrà andare lo farà “a titolo personale”. Il gruppo prepara invece la mobilitazione per lo sciopero generale del 30 ottobre.
– Collettivi studenteschi. Anche loro hanno detto che il 24 “non c’è una piazza, non c’è una chiamata pubblica”. Il loro appuntamento è il 30 ottobre.
– Anarchici. Il corteo da piazza Conciliazione verso il carcere di San Vittore è stato annullato. Stasera, venerdì, è previsto un presidio davanti al carcere, in solidarietà con i ragazzi arrestati.
– Presidio pro Palestina. È previsto nel pomeriggio di sabato in piazza Leonardo da Vinci, davanti al Politecnico, fuori dall’area del centro.
Dove non si potrà manifestare
Secondo quanto riportato dalla stampa locale, nelle piazze principali del centro non saranno consentiti presidi e cortei. L’attenzione si concentra sull’asse San Babila, Duomo, Cordusio, Cairoli e Castello, e sulle zone di Garibaldi, Porta Venezia, corso Buenos Aires e corso Como. Controlli rafforzati sono previsti anche nelle stazioni ferroviarie della Lombardia, per intercettare i gruppi diretti a Milano. Un’attenzione particolare è riservata ai minorenni.
I militari
Sabato sarà il primo fine settimana con i 500 paracadutisti della brigata Folgore, arrivati da Siena con l’operazione Strade Sicure. Resteranno a Milano fino alla fine dell’anno. Affiancheranno polizia, carabinieri e Guardia di Finanza con presidi fissi e pattuglie. Come previsto dal decreto approvato martedì, non avranno poteri di polizia giudiziaria: non potranno arrestare.
Trasporti e negozi
Per ora non ci sono chiusure ufficiali di strade o stazioni. Se la situazione lo richiedesse, le stazioni della metro in centro potrebbero essere chiuse temporaneamente, con i treni che passano senza fermarsi: in particolare Duomo (M1 e M3), San Babila (M1 e M4) e Cordusio (M1). Tram e autobus che attraversano il centro potrebbero essere deviati. Prima di uscire conviene controllare i canali di ATM e del Comune di Milano.
Molti negozi si preparano al peggio. In via Monte Napoleone alcune vetrine sono state coperte con pannelli di legno.
Cosa dicono le istituzioni
Martedì il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha presieduto in Prefettura il comitato per l’ordine e la sicurezza. Secondo Piantedosi non ci sono prove di una regia esterna dietro gli scontri. Il ministro della Difesa Guido Crosetto aveva parlato invece di una “guerra ibrida” condotta attraverso i social.
Il sindaco Giuseppe Sala, dopo la riunione, ha usato toni diversi da quelli dei giorni precedenti: “La priorità è la repressione di questi fenomeni, bene l’arrivo dei soldati”. E ha aggiunto: “Voglio dire senza ambiguità che prima di tutto in questa fase critica viene il controllo”. Sala ha detto di non voler invitare i cittadini a restare a casa, ma ha ammesso che “c’è preoccupazione”.
Non tutti la pensano allo stesso modo. Pierfrancesco Majorino, che ieri ha annunciato la candidatura a sindaco, ha criticato l’invio dei militari: secondo lui i 500 agenti di polizia promessi a Milano non sono mai arrivati. I collettivi studenteschi parlano di un clima in cui “l’interesse sia quello di reprimere qualsiasi forma di manifestazione”.
Le prossime date
Il prossimo appuntamento è venerdì 30 ottobre, giorno dello sciopero generale proclamato dai sindacati di base. Studenti e lavoratori hanno annunciato manifestazioni.
Milanocomune segue la campagna per le elezioni comunali 2027. La città comune. L’interesse comune.
Cosa propongono i candidati: confronto dei programmi
FONTI: Affaritaliani, Il Giorno, Adnkronos, Mi-Tomorrow, moveo.telepass.com, Il Fatto Quotidiano, Il Post


