Mercoledì 28 ottobre la giudice per le indagini preliminari di Milano Tiziana Landoni non ha convalidato il fermo di Youssef Siher, 30 anni, indicato dalla Procura come amministratore del canale Telegram “Movimento 17 ottobre”. Ha respinto la richiesta di custodia in carcere: Siher è tornato libero. La decisione ha provocato le critiche della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e dei leader della maggioranza, e la risposta dell’Associazione nazionale magistrati e dei vertici del Tribunale di Milano.
La decisione della giudice
Siher era stato fermato nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre. La Procura gli contesta l’istigazione a delinquere con l’aggravante della finalità di terrorismo e la violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche, un reato introdotto dal recente decreto sicurezza. Aveva chiesto la custodia in carcere, indicando il pericolo di fuga e il rischio che il reato venisse ripetuto.
La gip ha deciso diversamente. Secondo quanto riporta l’ANSA, nei messaggi di Siher la giudice ha letto «modalità di protesta» contro le «attuali politiche governative». Ha riconosciuto che Siher ha «evocato azioni di “disobbedienza civile”», ma secondo lei queste non si traducono in comportamenti violenti: si tratta della «mera programmazione di manifestazioni settimanali». Per questo non ha riconosciuto «gravi indizi di colpevolezza», che la legge richiede per tenere una persona in carcere prima del processo.
Cosa succede ora
La decisione riguarda il fermo e la custodia cautelare, non l’esito delle indagini, che proseguono. Le accuse restano ipotesi investigative. Secondo la stampa, la Procura può presentare ricorso al Tribunale del Riesame. Fino a una sentenza definitiva vale la presunzione di innocenza.
Gli avvocati di Siher, Benedetto Ciccarone e Yasmina Abu Sharar, hanno sostenuto fin dall’inizio che il loro assistito non ha commesso reati: «Non c’è stata alcuna condotta istigatoria alle violenze».
Le reazioni del Governo
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni, in un video sui social, ha definito «vergognosa la decisione del gip di Milano». Ha parlato di una «mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine», degli inquirenti e del ministero dell’Interno.
Il vicepresidente del Consiglio e ministro dei Trasporti Matteo Salvini, della Lega, ha parlato di «una decisione vergognosa, incomprensibile, assurda». Il vicepresidente del Consiglio e ministro degli Esteri Antonio Tajani, di Forza Italia, ha scritto su X di considerare la decisione «estremamente grave».
La risposta dei magistrati
L’Associazione nazionale magistrati, guidata da Giuseppe Tango, ha espresso «piena solidarietà» alla giudice e ha parlato di «un attacco scomposto» da parte della presidente del Consiglio. Per l’Anm delegittimare i magistrati è «un ormai consueto esercizio di intimidazione», un esercizio «insopportabile».
Il presidente del Tribunale di Milano, Fabio Roia, e la presidente della sezione dei gip, Ezia Maccora, hanno definito quelle dichiarazioni «irricevibili»: secondo loro mostrano «una scarsa conoscenza, reale o mascherata, degli istituti giuridici di uno Stato di diritto». E hanno aggiunto: «La vergogna riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione».
Il contesto
Il “Movimento 17 ottobre” è nato sui social dopo gli scontri e i saccheggi del 17 e 18 ottobre nel centro di Milano. Secondo la ricostruzione del Fatto Quotidiano, le pagine sono state aperte dopo quei disordini, che non vengono contestati a Siher. Venerdì 30 ottobre è in programma a Milano un nuovo corteo, nel giorno dello sciopero generale.
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FONTI: ANSA, ilfoglio.it, Il Fatto Quotidiano, Il Fatto Quotidiano, Il Giorno, fanpage.it


