Secondo il quotidiano la Repubblica, il ministero dell’Interno era stato avvisato 48 ore prima del rischio di violenze nelle piazze di Milano del 17 ottobre. Le opposizioni chiedono al ministro Matteo Piantedosi di riferire in Parlamento. Il ministro e il direttore della polizia di prevenzione rispondono che nessun allarme è stato sottovalutato. Ecco cosa sappiamo.
Cosa scrive Repubblica
Mercoledì 29 ottobre la Repubblica, con un articolo firmato da Giuliano Foschini, ha scritto che i servizi di informazione e la polizia di prevenzione avevano avvertito il Viminale, la sede del ministero dell’Interno, circa 48 ore prima dei disordini del 17 ottobre a Milano. Secondo il quotidiano, le segnalazioni riguardavano il rischio concreto di violenze e due account social, tra cui «Italia in piazza», che stavano chiamando migliaia di persone in piazza. Tra i soggetti più a rischio sarebbero stati indicati i minorenni milanesi.
È una ricostruzione giornalistica: il ministero non ha confermato i dettagli.
Le richieste delle opposizioni
Enzo Amendola, del Pd, ha detto che il ministro, «se dovesse essere confermata la notizia», dovrebbe «venire in Parlamento a chiarire perché quell’allarme non abbia prodotto interventi adeguati». Filiberto Zaratti, di Avs, ha chiesto al ministro di dire «se corrisponde al vero quello che sostiene Repubblica». La deputata del Movimento 5 Stelle Chiara Appendino ha annunciato un’interrogazione alla Camera.
La risposta del ministro e della polizia
Il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi ha detto: «Gli allarmi ci sono, perché avete visto questo modo di attivazione delle piazze molto insidioso, ma nulla diverso rispetto a quello che abbiamo trattato finora». Parlando dei cortei di venerdì 30 ottobre, ha aggiunto: «Confido nella capacità di prefetti, questori, rappresentanti di vertice delle forze di polizia di saper gestire anche i margini di imprevedibilità di questi fenomeni».
Lucio Pifferi, direttore della polizia di prevenzione e presidente del Comitato di analisi strategica antiterrorismo, ha detto che «nessun allarme è stato sottovalutato». Secondo Pifferi, le azioni del 17 e 18 ottobre, «diffuse e frastagliate», non erano «completamente prevenibili» per le dimensioni e le modalità con cui sono avvenute per la prima volta. Le informazioni raccolte, ha detto, sono state messe a sistema «senza alcuna sottovalutazione».
Il contesto
Il 17 e 18 ottobre, dopo un corteo contro il carovita, Milano ha vissuto scontri, devastazioni e saccheggi, soprattutto in centro (ne abbiamo scritto qui). Nei giorni successivi sono arrivate perquisizioni e arresti, e il governo ha inviato in città 500 militari. Il caso sollevato da Repubblica arriva alla vigilia dello sciopero generale di venerdì 30 ottobre, con due cortei in città.
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FONTI: MilanoToday, Mi-Tomorrow, nicolaporro.it, agenziagiornalisticaopinione.it, ANSA


