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Sicurezza

Caso Siher, scontro tra Governo e magistratura. Meloni: «Decisione vergognosa». L’Anm: «Un attacco scomposto»

Giorgia Meloni parla a un leggio in una sala istituzionale con le bandiere italiana ed europea

Immagine generata con intelligenza artificiale

La scarcerazione di Youssef Siher, indicato dalla Procura come amministratore del canale Telegram “Movimento 17 ottobre”, è diventata un caso nazionale. Mercoledì 28 ottobre la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha definito «vergognosa» la decisione della giudice per le indagini preliminari di Milano. L’Associazione nazionale magistrati e i vertici del Tribunale di Milano hanno risposto. Ecco cosa ha scritto la giudice e cosa si sono detti Governo, magistrati e opposizione.

Cosa ha scritto la giudice

La gip Tiziana Landoni non ha convalidato il fermo di Siher e non gli ha applicato nessuna misura cautelare. Nell’ordinanza scrive che nei post l’indagato «non prospetta mai il ricorso ad azioni violente». Per questo «non sono ravvisabili, allo stato, gravi indizi di colpevolezza a suo carico».

Secondo la giudice, Siher «si è, di fatto, limitato a promuovere una mobilitazione collettiva» di protesta. Per la gip, inoltre, l’aggravante della finalità di terrorismo contestata dalla Procura «non sarebbe comunque ravvisabile».

Le indagini proseguono. Le accuse restano ipotesi investigative e fino a una sentenza definitiva vale la presunzione di innocenza. La decisione è raccontata nel dettaglio nel nostro articolo Youssef Siher torna libero: la gip non convalida il fermo.

Le parole del Governo

In un video sui social, Giorgia Meloni ha detto di considerare «vergognosa la decisione della gip di Milano di non convalidare l’arresto di Youssef Siher». La presidente del Consiglio ha parlato di «una mortificazione insopportabile del lavoro delle forze dell’ordine, degli inquirenti, del Ministero degli interni». E ha aggiunto: «Davvero non so come possa uno Stato normale difendere le persone perbene di fronte a queste decisioni di certa magistratura».

Il vicepresidente del Consiglio Matteo Salvini, della Lega, ha scritto: «Incredibile la liberazione di un soggetto per il quale la stessa Procura di Milano aveva contestato reati gravissimi». Ha poi chiesto se, in caso di nuove violenze, il giudice «pagherà di tasca sua».

Il vicepresidente del Consiglio Antonio Tajani, di Forza Italia, ha scritto su X che liberare Siher «significa mettere in pericolo la sicurezza del Paese» e «offende e demotiva il lavoro delle forze dell’ordine». Ha chiesto decisioni prese con «maggiore cautela e senso di responsabilità».

La risposta dei magistrati

L’Associazione nazionale magistrati, guidata da Giuseppe Tango, ha espresso «piena solidarietà» alla giudice, oggetto di «un attacco scomposto» da parte della presidente del Consiglio. Per l’Anm delegittimare i magistrati è «un ormai consueto esercizio di intimidazione», un esercizio «insopportabile». «Le decisioni dei magistrati si possono contestare nel merito e impugnare all’interno dei procedimenti», scrive l’associazione, che definisce autonomia e indipendenza della magistratura «due capisaldi della democrazia».

Anche i vertici del Tribunale di Milano hanno preso posizione: il presidente Fabio Roia e la presidente della sezione gip Ezia Maccora. Per loro le dichiarazioni dei politici sono «irricevibili» e mostrano «una scarsa conoscenza, reale o mascherata, degli istituti giuridici di uno Stato di diritto». Hanno aggiunto: «La responsabile libertà di giudizio non può risentire di aspettative politiche». La decisione, ricordano, si può criticare e impugnare con gli strumenti previsti dalla legge. Secondo Roia e Maccora, la vergogna «riguarda altre categorie della vita sociale, non il responsabile e difficile esercizio della giurisdizione».

L’opposizione

Angelo Bonelli, deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, ha detto: «Trovo inaccettabile che la Presidente del Consiglio faccia una tale affermazione». Secondo Bonelli, «questa destra vuole fare la campagna elettorale calpestando veramente lo stato di diritto».

Cosa succede ora

Secondo la stampa, la Procura può presentare ricorso al Tribunale del Riesame. Intanto venerdì 30 ottobre, giorno di sciopero generale, a Milano è in programma un nuovo corteo, che parte alle 10 da piazza Duca d’Aosta.

Aggiornamento del 29 ottobre

Mercoledì 28 ottobre, nella conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni è tornata sul caso. Rispondendo a un giornalista di Repubblica, ha detto di aver «sbagliato il tempo di un verbo» nel video: aveva detto che le manifestazioni legate a Siher «hanno portato alle devastazioni», mentre le sue pagine social sono state aperte dopo gli scontri. «Mi scuso», ha detto, aggiungendo che Siher «era indagato» per quello che lei aveva detto. Il giudizio sulla decisione della gip non è cambiato.

Sul caso sono intervenuti anche alcuni candidati e possibili candidati sindaco di Milano. Pierfrancesco Majorino (Pd) ha scritto sui social che «il video della presidente Meloni è davvero inaccettabile» e che «viene attaccata ancora una volta la magistratura». La vicesindaca Anna Scavuzzo ha espresso «tutta la mia solidarietà» alla gip Tiziana Landoni e ha scritto: «Qui di vergognoso c’è una classe politica che non perde occasione per attaccare la magistratura». Matteo Perego di Cremnago (Forza Italia), sottosegretario alla Difesa, ha scritto: «Quali devono essere allora i presupposti per il reato di istigazione alla violenza?». E ha aggiunto che «grazie ai fermi preventivi e al nuovo dispositivo di deterrenza delle Forze Armate, Milano non ha vissuto un altro weekend di tensioni e violenze».

Aggiornamento del 30 ottobre

Il 29 ottobre i consiglieri togati del Consiglio superiore della magistratura hanno chiesto di aprire una pratica a tutela della gip Tiziana Landoni, la giudice che non ha convalidato il fermo di Youssef Siher. Fanno eccezione sei consiglieri di Magistratura indipendente. Secondo l’ANSA, la richiesta è sostenuta anche dai consiglieri laici Ernesto Carbone, Michele Papa e Roberto Romboli. Il consigliere laico Enrico Aimi non è d’accordo: secondo lui «manca il presupposto di un grave turbamento dello svolgimento delle funzioni giudiziarie». Nel testo della richiesta si legge che «le decisioni giudiziarie possono essere criticate, anche severamente».

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha escluso l’invio di ispettori a Milano e ha detto di essere rimasto «sorpreso» dal provvedimento della gip.

Sempre secondo l’ANSA, i vertici del Tribunale di Milano hanno chiesto ai carabinieri della dirigenza di controllare i social, dove sono già state trovate alcune frasi minatorie contro la gip. Il monitoraggio serve a segnalare alla Prefettura se servono strumenti di protezione per la giudice.

Il 30 ottobre, in un’intervista al Foglio riportata da MilanoToday, l’europarlamentare di Avs Mimmo Lucano ha proposto che il suo partito candidi Siher alle elezioni politiche del 2027: «Sarebbe bello se Avs lo candidasse. Sarebbe un simbolo». Siher resta indagato: è un’ipotesi investigativa e l’esito è tutto da scrivere.

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Cosa propongono i candidati: confronto dei programmi

FONTI: Open, Il Fatto Quotidiano, Sky TG24, it.euronews.com, Adnkronos, ANSA, Il Fatto Quotidiano, facebook.com, facebook.com, facebook.com, ANSA, ANSA, MilanoToday