Quanto vale il Comune di Milano, contando anche le società che possiede? Il Consiglio comunale ha approvato il bilancio consolidato del 2025, che mette insieme i conti del Comune e delle sue aziende, da ATM a MM. Il patrimonio è cresciuto di oltre 2 miliardi in quattro anni e i lavoratori del gruppo sono quasi 48.000. Ecco i numeri principali, spiegati in modo semplice.
Che cos’è il bilancio consolidato
Il Comune di Milano non è solo Palazzo Marino. Possiede o controlla società che gestiscono servizi essenziali: ATM per metro, tram e autobus, MM per l’acqua e le case popolari, SEA per gli aeroporti di Linate e Malpensa, e una quota di A2A, che si occupa di energia e rifiuti. Il bilancio consolidato somma i conti del Comune e di queste società, come si fa per un gruppo di imprese. Per questo si parla di «gruppo Comune di Milano».
Il bilancio consolidato 2025 è stato approvato dal Consiglio comunale giovedì 29 ottobre.
Quanto vale: il patrimonio
Il patrimonio netto del gruppo, cioè la differenza tra quello che possiede e i suoi debiti, è passato in quattro anni da poco meno di 10 a 12,2 miliardi di euro. Di questi, 9,7 miliardi sono del Comune, con un aumento di 1,5 miliardi, pari al 18%.
Tra le società, MM è passata da 239 a 326 milioni di patrimonio, con un aumento del 36%.
Quante persone ci lavorano
A fine 2025 i lavoratori del gruppo erano 47.940, il 9,3% in più rispetto ai 43.861 del 2021. Nelle principali società lavorano 11.356 persone in ATM, 14.959 in A2A, 2.783 in SEA e 1.573 in MM.
I conti dell’anno
Il gruppo ha un fatturato di circa 21 miliardi di euro. Il risultato operativo, cioè quanto guadagna con la sua attività prima di interessi e tasse, è di 388 milioni, contro i 210 milioni del 2022. Il risultato prima delle imposte è di 630 milioni, contro 292. Il gruppo ha versato 207 milioni di euro di imposte Ires e Irap, contro 140 nel 2022.
Cosa c’è dietro i numeri, secondo il Comune
L’assessore al Bilancio Emmanuel Conte, che è anche tra i possibili candidati alle primarie del centrosinistra, ha indicato tra le opere che spiegano la crescita la linea M4 della metropolitana, i nuovi mezzi di ATM, i nuovi padiglioni di Foody, il mercato all’ingrosso, gli investimenti di A2A sulle reti e i 520 alloggi popolari ristrutturati e rimessi a disposizione da MM nel 2025.
Secondo Conte, il risultato è «un gruppo economicamente più forte rispetto all’inizio del mandato», e la solidità dei conti permette di «ragionare su nuovi interventi per l’abitare e per i nuovi bisogni, senza rinunciare alla sostenibilità dei conti». Lo stesso assessore ha riconosciuto che il percorso «non è stato lineare», in anni di cambiamenti che hanno pesato sulle famiglie, sulle imprese, sul costo dei servizi pubblici, sul debito e sulla capacità di investimento.
Le cifre presentate non indicano il livello del debito del gruppo. Nei resoconti pubblicati finora non sono riportati commenti dei gruppi di opposizione sul voto.
La domanda per il futuro sindaco
Chi guiderà Milano dal 2027 eredita un gruppo di società con quasi 48.000 lavoratori, che gestisce trasporti, acqua, case popolari, aeroporti ed energia. Dovrà decidere come usare questo patrimonio: quanto chiedere alle aziende in servizi e in dividendi, quanto investire su case e trasporti, e come tenere sotto controllo costi e tariffe per chi vive in città.
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FONTI: MilanoToday, cronacamilano.it, quindicinews.it


