Approfondimenti indipendenti · Elezioni Comunali Milano 2027 4 Novembre 2026
Ambiente

Seveso River Park, a Paderno Dugnano partiti i lavori del parco che trattiene la pioggia

Specchio d'acqua circondato da canneti e prato in un parco di periferia in una giornata nuvolosa

Immagine generata con intelligenza artificiale

A Paderno Dugnano, nel quartiere Calderara, sono partiti il 26 ottobre i lavori del Seveso River Park: un parco di 10 ettari che servirà anche a raccogliere e trattenere l’acqua piovana. Costa oltre 11,2 milioni di euro, lo realizza Gruppo CAP con il Comune e dovrebbe essere pronto nell’estate 2028. È uno dei primi esempi intorno a Milano di «parco spugna».

Dove e cosa

Il parco nasce su circa 10 ettari tra via Paisiello, il quartiere Calderara e la Tangenziale Nord. A promuoverlo sono Gruppo CAP, la società pubblica che gestisce il servizio idrico nella Città metropolitana di Milano, e il Comune di Paderno Dugnano. Si chiamerà anche Parco dell’acqua di Calderara.

Sono previsti percorsi ciclopedonali, aree di sosta, spazi polifunzionali, nuovi alberi, zone umide e un laghetto permanente. Il parco sarà collegato al Parco Lago Nord e al Parco Grugnotorto-Villoresi, lungo la valle del Seveso.

Come funziona il parco spugna

Quando piove molto, le fognature del quartiere non riescono a smaltire tutta l’acqua e una parte trabocca. Il parco raccoglierà quest’acqua, la pulirà con vasche di fitodepurazione, cioè con le piante, la tratterà in un bacino e la farà assorbire dal terreno attraverso altri due bacini.

Il sistema può gestire fino a circa 12.200 metri cubi d’acqua, quanto ne è caduto nel temporale più forte registrato nel 2019. L’obiettivo, secondo Gruppo CAP, è alleggerire la rete fognaria e il depuratore durante le piogge intense e contribuire alla sicurezza idraulica della zona.

È il principio della «città spugna»: usare il verde e il terreno per assorbire la pioggia, invece di mandarla tutta nelle fognature. Anche Milano ha avviato progetti di questo tipo, come avevamo raccontato in questo articolo.

Costi e tempi

L’investimento supera gli 11,2 milioni di euro. Circa 7,5 milioni arrivano dalla tariffa del servizio idrico, cioè dalle bollette dell’acqua, e 3,7 milioni dalla Regione Lombardia.

I lavori dureranno circa 22 mesi, divisi in nove fasi. Le prime riguardano la protezione degli alberi principali, la pulizia dell’area e gli scavi archeologici. La fine è prevista per l’estate 2028, poi il parco aprirà al pubblico.

Gli orti espropriati

Per fare spazio al parco, Gruppo CAP e il Comune hanno espropriato con un indennizzo alcuni terreni coltivati a orto. La sindaca di Paderno Dugnano, Anna Varisco, ha precisato: «Non si tratta di uno sgombero di appezzamenti abusivi o di orti comunali assegnati e poi tolti». Il progetto non prevede orti, ma secondo la sindaca «non è detto che non si possano poi realizzare in un secondo momento». Il Comune sta valutando altre zone.

La domanda per il futuro sindaco

Con le piogge sempre più intense, le fognature delle città faticano a reggere. Chi guiderà Milano dovrà decidere quanto puntare su parchi e terreni che assorbono l’acqua, quali aree destinare a questo uso e come coordinarsi con i Comuni dell’hinterland, perché l’acqua non si ferma ai confini comunali.

Milanocomune segue la campagna per le elezioni comunali 2027.

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FONTI: dietrolanotizia.eu, specchiosesto.it, milanocittastato.it, Il Giorno