Nel bilancio di previsione 2027 del Comune di Milano, l’ultimo della giunta Sala, mancano quasi 80 milioni di euro. Circa 50 dipendono dalla tassa di soggiorno: dal 1° gennaio, se il Parlamento non cambia la legge, la tariffa massima per gli hotel a 4 e 5 stelle tornerà da 10 a 5 euro a notte. Il sindaco Giuseppe Sala la chiama «un’assurdità». L’assessore al Bilancio Emmanuel Conte chiede di cambiare le regole.
Il buco nel bilancio 2027
Secondo Il Giorno, l’assessore Conte deve coprire nel bilancio 2027 un disavanzo di quasi 80 milioni. Circa 50 milioni sono le entrate che il Comune perderebbe con il ritorno della tassa di soggiorno ai livelli ordinari. Altri 26,7 milioni vengono da tagli decisi in precedenza dal governo.
La giunta vuole far approvare il bilancio dal Consiglio comunale entro la fine del 2026. Sarà l’ultimo bilancio preparato dall’amministrazione Sala: lo gestirà in gran parte chi verrà eletto nel 2027.
Quanto si paga oggi
La tassa di soggiorno si paga per persona e per notte. Secondo le tabelle del Comune, nel 2026 a Milano costa:
- hotel a 5 stelle: 12 euro dal 1° aprile, prima 10;
- hotel a 4 stelle: 10 euro;
- hotel a 3 stelle: 7,40 euro;
- hotel a 2 stelle: 5 euro;
- hotel a 1 stella: 4 euro;
- B&B, case vacanza e affitti brevi: 9,50 euro;
- case per ferie: 7 euro;
- ostelli e campeggi: 3 euro.
Perché dal 2027 può tornare a 5 euro
La legge nazionale fissa per Milano un tetto ordinario di 5 euro a notte. Negli ultimi due anni la città ha potuto superarlo grazie a due deroghe temporanee: due euro in più nel 2025 per il Giubileo, fino a cinque in più nel 2026 per le Olimpiadi invernali. Le deroghe scadono il 31 dicembre.
Altre città hanno un tetto più alto e permanente. Roma può arrivare a 10 euro grazie a una norma scritta per la Capitale. Firenze e Venezia rientrano in un criterio che riguarda le località con presenze turistiche almeno venti volte superiori ai residenti. Secondo Quotidiano.net, a Milano servirebbero circa 28 milioni di presenze l’anno: nel 2025 sono state 17,7 milioni.
Quanto vale la tassa
Gli incassi sono cresciuti molto. Secondo le stime riportate dai quotidiani, la tassa di soggiorno valeva per il Comune tra 50 e 58 milioni nel 2019 e dovrebbe superare i 150 milioni nel 2026. Una parte delle entrate in più legate alle Olimpiadi va allo Stato.
Cosa dicono Sala e Conte
Sala: «È un’assurdità, che i livelli di tassazione che si possono imporre sono la metà di quelli di Roma».
Conte ha criticato i tempi della decisione: «È assurdo che un Comune come Milano debba aspettare fino all’ultimo minuto». E ha aggiunto: «Non c’è visione sulla finanza degli enti locali e dei bilanci nelle grandi città come Milano».
Il 30 ottobre, parlando con Il Giorno, Conte aveva proposto di cambiare il sistema: una tassa progressiva, calcolata in percentuale sul prezzo della camera, richiamando l’articolo 53 della Costituzione, e la possibilità per le città di fissare da sole le tariffe. Aveva fatto un esempio: nello stesso gruppo alberghiero un cliente paga 10 euro a Roma, 8 a Firenze e 5 a Milano.
Cosa dice il governo
Il ministro del Turismo Gianmarco Mazzi ne aveva parlato a Milano il 15 maggio, dopo un incontro con Sala. «Sto approfondendo perché non è un tema condiviso da tutti», aveva detto, e: «Questo aspetto lo stiamo valutando». Aveva anche avvertito che un aumento «inevitabilmente finirebbe a carico del consumatore finale» e che «non siamo il governo delle tasse».
Cosa succede ora
La legge di bilancio nazionale è all’esame del Parlamento e deve essere approvata entro il 31 dicembre. Il Comune spera in un emendamento che lasci la tariffa a 10 euro per gli hotel a 4 e 5 stelle. Senza una modifica, dal 1° gennaio 2027 il tetto tornerà a 5 euro.
La domanda per il futuro sindaco
Chi guiderà Milano dal 2027 lavorerà con il bilancio che si sta preparando adesso. Se le entrate della tassa di soggiorno calano, dovrà decidere come coprire la differenza: tagliare spese, alzare altre tasse o tariffe, oppure ottenere dallo Stato regole diverse per le grandi città.
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FONTI: Il Giorno, Il Giorno, quotidiano.net, Comune di Milano, confcommerciomilano.it, lapresse.it, Italpress


