Si sono chiuse le cinque gare del Piano straordinario per la casa accessibile del Comune di Milano, rinviate due volte fino al 26 ottobre (ne avevamo scritto qui). Al concorso per disegnare due nuovi quartieri hanno risposto 89 gruppi di progettisti. Per le tre aree offerte ai costruttori sono arrivate due proposte in tutto.
Due gare diverse
Il Piano Casa è il programma con cui il Comune vuole portare a Milano nuove case in affitto a prezzi accessibili, pensate soprattutto per il ceto medio. Per farlo mette a disposizione terreni pubblici inutilizzati o degradati.
Le gare chiuse a fine ottobre erano di due tipi.
La prima è il concorso internazionale “Milano per l’abitare accessibile”, aperto in estate (ne avevamo scritto qui). Il Comune chiedeva ad architetti e studi di progettazione un masterplan, cioè il disegno d’insieme di un nuovo quartiere: case, servizi, verde, strade e spazi pubblici.
La seconda sono tre avvisi pubblici, aperti ad aprile. Il Comune offre tre aree a chi è disposto a costruire e gestire case in affitto calmierato.
I progetti per Porto di Mare e via Zama-Salomone
Al concorso sono arrivati 89 progetti, da progettisti italiani ed europei:
- 52 per Porto di Mare, un’area di circa 150.000 metri quadrati nel Municipio 4;
- 37 per l’area tra via Zama e via Salomone, oltre 16.000 metri quadrati, anche questa nel Municipio 4.
Secondo Il Giorno, queste due aree valgono da sole più della metà dei 250.000 metri quadrati di terreni comunali compresi nel Piano Casa, divisi in 15 aree.
La commissione che valuta i progetti è stata nominata il 27 ottobre e deve finire il lavoro entro il 1° dicembre. La graduatoria è attesa per il 10 dicembre.
Le aree offerte ai costruttori
Per le tre aree il Comune concede il diritto di superficie per 90 anni: il terreno resta pubblico, il costruttore ci realizza le case e le gestisce. In cambio deve applicare per almeno 30 anni un affitto medio non superiore a 90 euro al metro quadro all’anno, cioè circa 400 euro al mese per un appartamento di 50 metri quadri.
Le offerte arrivate sono queste:
- ex Palasharp, in via Sant’Elia a Lampugnano (Municipio 8): una sola offerta, da operatori privati e del privato sociale. Il palazzetto è stato usato dal 1986 al 2011;
- via San Romanello, a Quinto Romano (Municipio 7): una sola offerta, per un’area di 7.200 metri quadrati;
- via Bovisasca (Municipio 9): secondo Il Giornale non è arrivata nessuna offerta. Il Comune non ha diffuso dati su quest’area.
Le due offerte saranno esaminate da una commissione tecnica, che comincia con sedute pubbliche di verifica dei documenti.
Il Giornale ricorda che il primo bando del Piano, chiuso a novembre 2025, si era concluso con una sola area assegnata. Dopo le critiche degli operatori immobiliari, che giudicavano i criteri troppo rigidi, il Comune li aveva modificati.
Cosa dice il Comune
L’assessore al Bilancio e al Piano Casa Emmanuel Conte ha detto che il numero di progetti arrivati mostra una città che «attira competenze e capacità progettuali».
Sulle aree offerte ai costruttori, secondo Il Giorno, Conte ha detto che il risultato va letto insieme alle condizioni poste dal Comune: affitti accessibili e un ruolo dei privati «dentro un quadro di obiettivi pubblici definito in partenza». Sarà la fase di valutazione, ha aggiunto, a dire quali proposte «reggono l’equilibrio».
«Vogliamo una città che continui a crescere, ma nella quale possa vivere anche chi la fa funzionare», ha detto Conte.
I tempi
A settembre il Comune aveva indicato l’obiettivo di arrivare alle prime aggiudicazioni entro la fine del 2026. Le scelte definitive e l’apertura dei cantieri cadranno quindi a ridosso delle elezioni comunali del 2027.
La domanda per il futuro sindaco
Chi guiderà Milano dal 2027 erediterà un piano a metà strada. Ci sono due quartieri ancora da progettare nel dettaglio e da costruire. E ci sono aree per cui i costruttori si sono fatti avanti in pochi, o per niente. Il prossimo sindaco dovrà decidere se continuare con questo modello (terreni pubblici in concessione in cambio di affitti calmierati), se cambiarne le condizioni o se cercare altre strade per avere case in affitto a prezzi che il ceto medio possa pagare.
Milanocomune segue la campagna per le elezioni comunali 2027.
Milano Comune. La città comune. L’interesse comune.
Cosa propongono i candidati: confronto dei programmi
FONTI: Il Giorno, quindicinews.it, il Giornale, milanopavia.news


