Pochi giorni dopo la presentazione del progetto del nuovo stadio di Inter e Milan (ne avevamo scritto qui), Mario Calabresi, tra gli aspiranti candidati alle primarie del centrosinistra, ha proposto di valutare se il Meazza possa restare in piedi con una nuova funzione, accanto al nuovo impianto. Hanno risposto esponenti di entrambi gli schieramenti. Il sindaco Giuseppe Sala, la vicesindaca Anna Scavuzzo, Pierfrancesco Majorino e i Verdi non condividono la proposta, ognuno per ragioni diverse. Il presidente del Senato Ignazio La Russa ricorda che l’idea dei due stadi era sua.
Cosa ha proposto Calabresi
Il 2 novembre il Corriere della Sera ha pubblicato una lettera di Calabresi su San Siro. Calabresi definisce lo stadio «uno dei luoghi simbolo di Milano a cui i cittadini sono affezionati» e il suo abbattimento «una scelta dolorosa».
Lo stadio è già stato venduto a Inter e Milan, ricorda Calabresi, ma «il progetto definitivo e il piano attuativo per l’area del vecchio Meazza non sono stati ancora presentati». Per questo propone di valutare un’altra strada: «se durante il percorso potesse emergere la possibilità di tenerlo in piedi con una nuova missione», si risparmierebbero «i 120 milioni della demolizione e l’impatto ambientale».
Nella lettera Calabresi chiede anche garanzie sulla qualità dell’aria per chi abita nel quartiere durante gli anni di cantiere e biglietti a prezzi accessibili nel nuovo stadio.
Già il 31 ottobre, secondo Il Giorno, aveva detto: «San Siro? Non dispero che possa rimanere in piedi. Mi piacerebbe ci fossero due impianti».
Sala: «Bisogna spiegare cosa si vuol fare»
Il sindaco ha risposto il 2 novembre, a margine della cerimonia al Famedio. «Il progetto San Siro, che non è solo il nuovo stadio, ma cosa farne del vecchio, gli spazi e il verde, non è una decisione di Sala e Scavuzzo, è una decisione del Consiglio comunale», ha detto. «Politicamente trovo un po’ bizzarro che Calabresi, che dovrà farsi appoggiare dalla parte politica, metta dei dubbi su una decisione approvata recentemente».
Sul merito, Sala ha richiamato i diritti volumetrici, cioè quanto i club possono costruire nell’area: «Se San Siro rimanesse su quello che è, coi diritti volumetrici le squadre dove dovrebbero costruire? Dove metteremmo il verde?». E ha aggiunto: «La critica è legittimissima, però nel momento in cui si mette in discussione una decisione presa bisogna spiegare cosa si vuol fare».
Scavuzzo: «Non è ciò che auspica il quartiere»
Anna Scavuzzo, vicesindaca con delega alla Rigenerazione urbana e aspirante candidata alle primarie, sostiene il progetto del nuovo stadio. Secondo MilanoToday ha detto: «Siamo sicuri che i cittadini vogliano due stadi uno di fianco all’altro? Non è ciò che auspica il quartiere».
Majorino: «La strada maestra resta il Meazza ristrutturato»
Pierfrancesco Majorino, anche lui aspirante candidato alle primarie, avrebbe preferito ristrutturare il Meazza invece di costruire un nuovo stadio. Per lui l’ipotesi dei due stadi sarebbe un «inconsapevole regalo» ai club, che potrebbero costruire altrove «in ragione dei diritti volumetrici maturati», e renderebbe l’area «ulteriormente congestionata». «La strada maestra rimane quella di uno stadio solo, cioè il Meazza ristrutturato», ha detto.
I Verdi: «Irrealistici due stadi»
I consiglieri comunali dei Verdi Tommaso Gorini e Francesca Cucchiara hanno detto: «Ci fa piacere che Calabresi voglia salvare il Meazza. È una battaglia che portiamo avanti da sempre». Considerano però irrealistica «l’ipotesi di mantenere due stadi a cento metri di distanza», che secondo loro «non regge sul piano della sostenibilità economica, né su quello ambientale, perché significherebbe sacrificare lo spazio destinato al verde». La loro proposta è «riaprire l’accordo coi club per ristrutturare lo stadio esistente».
La Russa: «Ci poteva pensare prima»
Il presidente del Senato Ignazio La Russa, di Fratelli d’Italia, propone da anni di tenere entrambi gli stadi. «Da sempre dico che il nuovo stadio di Inter e Milan è una cosa bellissima, ma che contemporaneamente può restare in piedi San Siro per far risparmiare alle società 100 milioni per l’abbattimento e alla città il danno ecologico enorme che ne deriverebbe», ha detto. A Calabresi si è rivolto così: «Apprezzo che sia venuto sulle mie idee, per carità, però ci poteva pensare prima». E ancora: «Sai benissimo che non riusciresti mai a convincere il tuo partito a venirti dietro».
Sul costo della demolizione le cifre sono diverse: Calabresi indica 120 milioni, La Russa 100.
Sardone: «Milano ha bisogno di unità»
Silvia Sardone, vicesegretaria della Lega e aspirante candidata del centrodestra, ha commentato: «Il centrosinistra fa a gara a disconoscere Sala ma si candida a guidare ancora Milano dopo 15 anni». E ha aggiunto: «Milano ha bisogno di unità, visione, entusiasmo».
A che punto è il progetto
Il nuovo stadio, il Generali Stadium, avrà 71.500 posti e dovrebbe aprire nella stagione 2031/32. Secondo i documenti della Valutazione ambientale strategica (VAS), il Meazza sarà demolito solo dopo l’apertura del nuovo impianto. La VAS è ancora in corso: le osservazioni dei cittadini si possono presentare fino al 15 novembre.
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FONTI: MilanoToday, MilanoToday, ANSA, Il Giorno, Il Giorno, ticinonotizie.it


